Candid camera

5 Dicembre Dic 2012 1054 05 dicembre 2012

Beppe Grillo e la politica porno-amatoriale

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C’era una volta l’industria del porno con i suoi professionisti: attori, registi, tecnici delle luci e del suono, persino sceneggiatori, gente esperta, capace di realizzare prodotti ben fatti, per alimentare uno dei maggiori business planetari.

Poi, è arrivato YouPorn, ossia il sesso fatto e filmato in casa e postato dagli utenti stessi dentro un megacontenitore di video per tutti i gusti sessuali, scaricabili a costo zero. Il porno amatoriale è spesso squallido, i filmati sono fatti male, le luci e le inquadrature sono sbagliate, i protagonisti hanno la pancia o le smagliature, ma a differenza del porno professionale quello che vi accade è (o sembra) vero e starebbe qui la loro attrattiva principale.

Viene in mente questo parallelo, vedendo come si svolgono le “parlamentarie” di Grillo, che stanno alla politica come YouPorn sta all’industria del porno. I candidati grillini sono rigorosamente non-professionisti della politica, un po’ squallidi e ridicoli proprio come li ha subito rappresentati Maurizio Crozza in tv: il piccolo imprenditore del nordest, il cultore ligure del fotovoltaico, il ventriloquo, il mangiatore di hamburger. Una galleria di freaks che non sono affatto freaks, ma esprimono, al contrario un campione autentico della popolazione italiana.

Come nel porno amatoriale, loro ci credono davvero, lo fanno davvero, non stanno simulando, ingannando con giochetti e tatticismi da politici navigati alla spasmodica ricerca del consenso e del potere. Ci mettono la faccia, letteralmente, ma dategli spazio e ci aggiungerebbero anche altre parti del corpo, senza vergogna e sempre per la causa del loro guru rivoluzionario, che è sicuro di mandarne almeno cento in parlamento.

Perché oggi la politica, come il sesso, la possono fare tutti. Ma il capo è sempre quello che sa, per lunga e consolidata tradizione, che “comandare è meglio che fottere”.

@eli_grandi

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