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8 Gennaio Gen 2013 1642 08 gennaio 2013

10 trend per il 2013. Quando c'è la salute...

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Quali saranno i trend del 2013? Quali i comportamenti dei consumatori e quali le innovazioni tecnologiche che più impatteranno sulla nostra vita quotidiana? Ogni anno, JWT Intelligence - think tank del network pubblicitario JWT- sforna le sue previsioni basate su ampie analisi di dati, interviste con esperti e ricerche ad hoc, con l’intento di indirizzare i grandi brand verso settori o innovazioni di business profittevoli. Ecco cosa prevede il team di ricerca per l’anno appena iniziato.

Adulti che giocano come bambini

Se la nostra vita professionale è rigidamente organizzata e molto legata a dispositivi tecnologici, è il caso di bilanciarla con attività ludiche del tutto simili al gioco “destrutturato” dei bambini. Perdere il senso del tempo, fare qualcosa che non sia legato a obiettivi non solo rilassa, ma favorisce l’immaginazione, la creatività e l’innovazione, tutte virtù che diventano vantaggi competitivi anche nella professione. A testimonianza del trend, viene citato l’esempio di Spacious.me, un network americano di persone dedite a creare eventi ed occasioni di gioco per adulti, ispirati al concetto del lasciarsi andare per “vedere dove ti porta” il caso.

L’era del super stress

Se la nostra vita è già oggi piena di fattori grandi e piccoli di stress, ebbene, questi fattori tenderanno ad aumentare e a moltiplicarsi ancora di più in futuro. E poiché lo stress è ormai ampiamente riconosciuto quale fattore di rischio per la salute, con relativi costi per la collettività, ecco che i governi, le aziende e i grandi brand del consumo dovranno impegnarsi a prevenirlo riducendo le cause di rischio. Il brand The North Face, per esempio, ha realizzato una campagna pubblicitaria per invitare gli stressatissimi colletti bianchi delle megalopoli cinesi a trascorrere un weekend nella natura.

Oggetti intelligenti.

Gli oggetti quotidiani diventano sempre più smart con funzioni aumentate. Man mano che aumenta l’intelligenza degli oggetti, anche la nostra relazione con loro sarà più interessante e divertente. Se siete sciatori, per esempio, come potrete fare a meno dei nuovissimi occhialini da indossare sulle piste, con sensore GPS, Bluetooth e un display per conoscere la propria velocità di discesa, la propria localizzazione, l’altitudine e la distanza percorsa, oltre a leggere sms e email in tempo reale?

Prevedere i desideri

Oggi, i consumatori generano una quantità di dati misurabili come mai prima nella storia, mentre gli strumenti per analizzare ed elaborare questi dati sono sempre più potenti e meno costosi. I grandi brand sono perciò in grado di predire i comportamenti dei consumatori, i loro bisogni o le loro esigenze, per rispondere con offerte su misura e comunicazioni ultraprecise ed efficaci. Il programma «Know me» di British Airways, per esempio, dispone di un database di ciascun passeggero, ricavato da più fonti su un periodo di diversi anni, così da poter offrire un servizio altamente personalizzato ai suoi frequent flyers. E tutte le compagnie aeree, compresa Alitalia, si stanno allineando a questa eccellenza di servizio.

Impronta digitale mobile

I nostri smartphone stanno evolvendo, diventano anche portafogli, chiavi, consulenti medici e chissà cos’altro. A breve diventeranno congegni equivalenti a delle vere e proprie impronte digitali: la nostra intera identità sarà tutta contenuta in un unico dispositivo. Uno spot della compagnia telefonica indiana Idea, suggerisce che una persona possa essere identificata per il suo numero di cellulare, anziché per l’appartenenza a una casta. Lo smartphone, così, non solo identifica, ma abbatte la disuguaglianza.

Esplosione sensoriale

In un mondo digitale, dove gran parte della vita è virtuale e si svolge online, premieremo ciò che produce una forte stimolazione sensoriale. I consumatori, insomma, saranno sempre più sedotti e catturati da esperienze intense. A Seul, la Dunkin’ Donuts diffonde sugli autobus  un intenso profumo di caffè, mentre si sente la musica del jingle pubblicitario.

Comprare, sempre e ovunque.

Il fisico e il virtuale e i loro molteplici intrecci trasformano lo shopping da attività collocata in un preciso luogo, in un’esperienza da vivere in nuovi e inediti modi. Poiché non ci sono limiti a ciò che può essere utilizzato come canale di vendita, sta ora alla creatività dei brand inventare nuove modalità per vendere i loro prodotti. Mattel e Walmart, per esempio, hanno creato in Canada un “virtual pop-up toy store”: sui treni della metropolitana di Toronto, erano collocate immagini 3D di giocattoli con codici QR, attraverso i quali si poteva acquistare via telefono.

Potenza del peer-to-peer

Il sistema “peer-to-peer” si estende a includere un gran numero di prodotti e servizi, dall’ospitalità all’educazione al turismo ai trasporti. Compagnie come Airbnb, Wimdu e 9flats stanno sfidando gli hotel tradizionali, potendo offrire ai viaggiatori la più ampia varietà di alloggi , dal posto letto alla singola stanza a interi appartamenti e case.

Alla ricerca della privacy

Se oggi è normale che la propria vita si svolga “in pubblico”, in futuro le persone diventeranno più creative nell’arte di ritagliarsi spazi privati. L’attuale ubiquità resa possibile dai social media non verrà rinnegata, giacché ciascuno manterrà viva la propria vibrante identità digitale, ma si definirà una nuova nozione di privacy adatta al XXI secolo.

Salute uguale felicità

La felicità sarà sempre più vista come una componente essenziale della salute e del benessere, mentre si affermerà il concetto che “più sano uguale più felice” e viceversa. Una campagna sul sito Australiano della Nestlé invita gli utenti a misurare con un test il proprio HHQ, Happily Healthy Quotient, che comprende stile di vita, abitudini e comportamenti quotidiani. Questo trend, insomma, potrebbe essere intitolato “Quando c’è la salute c’è tutto”. La novità è che c’è gente pagata profumatamente per venircelo a dire.

@eli_grandi

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