Candid camera

27 Febbraio Feb 2013 1202 27 febbraio 2013

Modigliani, il maledetto e il sacro

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Ho visto persone sedute sui divani al centro della sala in stato stuporoso. E non è difficile capirlo. Prima ti immergi nel mood parigino degli anni Venti, con le vedute di Utrillo, con Soutine, Suzanne Valadon, Kisling e poi arrivi al cuore della collezione Netter in mostra a Palazzo Reale a Milano: l’incanto di Modigliani che ti lascia senza fiato, come una folgorazione.

Sarà pure stato “maledetto”, il livornese-parigino Amedeo Modigliani, distrutto dall’alcol e dalla meningite a soli 35 anni, ma nella sua pittura c’è del sacro, come solo un pittore italiano che ha dentro di sé Giotto e tutto il Rinascimento poteva esprimere, anche in anni di convulsione artistica come quelli che si vivevano a Montparnasse in quell’epoca.

Modigliani si concentra sulla figura umana raffigurandola in una ieraticità piena di energia trattenuta, piena di anima e di un’inquietudine muta ma vibrante. Le sue figure profane, comuni, sono così piene di grazia che potresti vederle come pale di altare, a celebrare una religione della vita che tiene dentro di sé anche le ombre, i sussulti interiori, i pensieri e gli incubi della notte precedente.

Le opere esposte a Palazzo Reale, dopo essere state in mostra alla Pinacothèque de Paris, sono quelle della collezione privata di Jonas Netter, un rappresentante di commercio ebreo, che si innamorò del lavoro di Modigliani e acquistò molte sue tele attraverso il mercante d’arte polacco Léopold Zborowski. Netter comprava opere di artisti non famosi, di più non avrebbe potuto investire, ma colse e ammirò il genio di Modigliani, anche se il denaro che il pittore italiano guadagnava in questo modo andava a finire soprattutto in gozzoviglie alcoliche.

Nelle sale della mostra di Palazzo Reale si rimane incantati, assorti noi stessi come quelle figure mute, che emanano luce dalla pelle e dagli occhi, emergendo dai colori pastosi dei fondali e degli abiti. Se gli altri pittori “maudit” di contorno - pure interessanti -risultano per così dire “datati”, cioè fatalmente legati alla loro epoca, i ritratti di Modigliani se ne distaccano per imporsi come pittura universale, classica, con il segno originale e unico che è proprio del genio (e ci ha dato conforto, questa breve immersione nell’arte, proprio il giorno in cui ci siamo ritrovati cittadini della “macroregione del Nord”, che sarà pure al nord, ma è sempre a sud di Parigi).

Twitter @eli_grandi

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