Candid camera

27 Aprile Apr 2013 2058 27 aprile 2013

La famiglia allargata del governo Letta

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Ci vuole un atteggiamento non divisivo. Occorrono personalità non divisive. Chi dice così è troppo divisivo. La parola “divisivo” -  assente nel vocabolario della lingua italiana – è stata una delle più gettonate delle ultime settimane, a indicare la necessità di superare le barriere (divisive, appunto), che avrebbero impedito il compromesso politico non più solo invocato, ma ormai decisamente preteso dal Presidente Napolitano, in cambio del suo incarico bis.

Mi ha fatto venire in mente che quando ero piccola, di due coniugi che si separavano si diceva “si sono divisi” e mia madre, parlando con le amiche, lo pronunciava a bassa voce (“sai, la Lidia si è divisa dal marito”). Pochi anni più tardi, nel 1974, un memorabile referendum popolare respinse l’abrogazione della legge sul divorzio e gli italiani (compresa mia madre) festeggiarono quella conquista di libertà che ci faceva simili agli americani che vedevamo nei film di Hollywood.

Gli anni sono passati, le separazioni coniugali e i divorzi sono diventati normalità del costume, ma la famiglia, in Italia, rimane l’archetipo di riferimento principale e anche la politica ne riflette l’evoluzione e le nevrosi. Così, lo sforzo di Enrico Letta di questi giorni, nel ruolo di presidente del Consiglio incaricato, faceva pensare al travaglio dell’italiano medio non più alle prese, come nelle commedie degli anni Settanta, col dilemma tra la moglie e l’amante, ma, secondo lo spirito dei tempi, con la cosiddetta “famiglia allargata”.

Un po’ di questo, infatti, si trattava: mettere insieme famiglie diverse, la famiglia di provenienza e quella nuova, creata con altri compagni, con i figli condivisi che si trovano nuovi fratelli e sorelle, nati da altri matrimoni dei genitori e che a volte si comportano proprio come i “giovani turchi” del Pd, scalpitano e sgomitano per far emergere la loro personalità.

Solo un democristiano come Letta (con due matrimoni alle spalle) poteva riuscire in questa operazione di mescolamento per arrivare a comporre la famiglia allargata del nuovo governo. Ma qui si tratta di governare un paese stremato e incredulo ed esiste il rischio che, come ha già notato qualcuno, il governo Letta sia soprattutto una buona operazione mediatica, proprio come quella delle famiglie allargate che festeggiano insieme il Natale “per il bene dei ragazzi”, ma intanto la ex e la nuova moglie non fanno che odiarsi tutto il tempo e non vedono l’ora che l’incubo finisca.

La vocazione ecumenica di Letta non ha risparmiato neppure i grillini, ai quali – durante l’incontro trasmesso in streaming - ha rivolto lo stesso invito: mescolatevi, scongelatevi, uscite dall'isolamento, entrate anche voi nella famiglia allargata, magari all'inizio vi sentirete un po’ a disagio, ma poi, vedrete, tutto migliorerà. E loro, poveretti, sembravano proprio i figli spaesati di neodivorziati in cerca di una collocazione e di un’identità.

Ancora qualche piccola insistenza e anche i cittadini del M5S verranno inghiottiti nella famiglia allargata di Letta. Perché tutti siamo sì cittadini, ma prima ancora siamo padri, madri, fratelli, sorelle, mogli, mariti, amici, amanti. E chi lo nega, è divisivo.

Twitter @eli_grandi

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