Candid camera

27 Maggio Mag 2013 1145 27 maggio 2013

Il fascino discreto della trilogia erotica

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“Impugna il coltello e inizia a tagliare a fette sottilissime un trancio di pesce spada, ancorandolo sul ripiano di marmo con una mano. Cosparge le fette con quelli che hanno tutta l’aria di essere semi di papavero. Scendono impalpabili dalle sue dita sicure e si depositano sulla carne rosa del pesce, punteggiandola di minuscole gocce nere. Poi sminuzza un peperone rosso fino a farne polvere iridescente e con la precisione e la velocità di una macchina taglia alla julienne 

Vi siete eccitate, care lettrici, alla lettura di queste righe? Non ancora? Forse avete bisogno di un rinforzo.

“Adagia su un tagliere degli scampi battuti a crudo, poi alcuni filetti sottili di ricciola. Lavora la polpa del pesce come se avesse un fluido tra le mani, fino a formare tanti piccoli cuori divisi a metà. Infine cosparge le rotondità con fiori di zagara, pepe e semi di sesamo. Tutto viene poi disposto scenograficamente su tre eleganti piatti da portata”

E adesso? Siete cadute in preda a un deliquio sensuale pronto a trasformarsi in una strepitosa esperienza erotica? Se non vi è accaduto, se siete rimaste indifferenti, forse non siete il pubblico giusto per “Io ti guardo”, primo volume della trilogia erotica che la Rizzoli sta per mettere sul mercato il 5 giugno, per proseguire con “Io ti sento” (19 giugno), e finire con un travolgente “Io ti voglio”(10 luglio), il tutto a firma dell’esordiente Irene Cao.

Irene Cao



Le “Cinquanta sfumature di grigio” (31 milioni di copie vendute in 37 paesi) hanno fatto scuola e gli editori replicano la formula, con romanzi come questo, che sembra uscito direttamente dall’ufficio marketing della Rizzoli per promuovere al tempo stesso l’eros e il made in Italy (e infatti i diritti sono stati già venduti in Spagna, Germania e Brasile).

Da Alberta Ferretti a Prada a Bottega Veneta, il libro non risparmia le citazioni dei marchi italiani più glamour, mentre Leonardo, il protagonista maschile, ristoratore siciliano di fama mondiale, sembra uscito direttamente da una versione erotica di Masterchef.

Come nelle 50 sfumature, occorre che la protagonista sia ingenua e inibita, con il viso che “avvampa di rossore”, benché la sua migliore amica – personal shopper e Pr – sia sfrontatamente iperattiva sul terreno della seduzione di maschi ricchi e famosi.

Elena no. Restauratrice di affreschi nei palazzi veneziani, è una ventinovenne seria e concentrata sul suo lavoro, ma così insipida e insulsa, che riesce difficile capire come mai il tenebroso chef dal fascino mediterraneo si incapricci proprio di lei, e con bendaggi, assaggi di cibi e liquori, vibratori e “mani sapienti” che si infilano nella umida fessura, conduca la nostra eroina a sperimentare una sequenza crescente di orgasmi da collezione, per poi abbandonarla, com’è ovvio, fino alla ricomparsa nel volume successivo.

Un romanzo talmente cucinato a tavolino, che persino l’autrice sembra costruita su misura dall’ufficio marketing dell’editore: laureata in lettere antiche alla Cà Foscari di Venezia, dottore di ricerca, ha abbandonato la carriera universitaria per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Inoltre, è giovane e bella, abbastanza per rendere plausibile un’ipotesi di identificazione con la protagonista del romanzo.

Chiamarlo romanzo, naturalmente, è un’iperbole. Ma si sa, l’editoria segue le logiche del largo consumo e le trilogie erotiche sono ormai un prodotto imprescindibile dell’offerta in libreria. Longanesi ha appena pubblicato la “Trilogia dei sensi” (il Risveglio, l’Abbandono, l’Estasi) di Anna Rice (che negli Stati Uniti uscì nel lontano 1983). Mentre Mondadori ha da poco dato alle stampe “Eighty Days – Il colore della passione”, anche questo in tre uscite ravvicinate: Yellow, Blue, Red, a firma Vina Jackson.

La formula è sempre la stessa: la protagonista, giovane, bella e “per bene”, incappa in un maschio dominante, che la rende schiava e la conduce a scoprire il piacere sessuale forzando in qualche modo la sua volontà e le sue inibizioni, attraverso una passione che è sempre “totale e divorante”, crea dipendenza e sparge sempre un po’ di dolore sugli orgasmi appena celebrati.

Benché sia difficile credere che esista un pubblico femminile tanto famelico di storie come queste, evidentemente gli editori sanno che c’è e lo allettano con un’offerta ricca e variegata che ricama sempre sullo stesso tema. Forse, mentre ogni giorno si contano gli assassinii di donne uccise da uomini, l’idea di affidarsi interamente alle mani di un maschio può esistere ormai solo come immaginazione letteraria. E le copie volano.

Twitter @eli_grandi

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