Candid camera

20 Settembre Set 2013 1759 20 settembre 2013

Il Campo dei Miracoli e la Grande Stanchezza

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Quando è apparso in tv, col doppiopetto d’ordinanza e la libreria di scena come fondale, sembrava il lato immerso della Costa Concordia dopo il raddrizzamento della nave. Finito lo splendore dei sorrisi a 42 denti, spenta la verve da seduttore delle masse italiote, rimaneva il volto duro, ricoperto di cerone, sovrastato dal plasticoso scalpo simil-Mao Tse Tung che, secondo i suoi sodali, la sinistra avrebbe voluto strappargli per appenderlo alla lancia della vittoria.

Lo sproloquio si srotola in linea con le premesse, compreso qualche inciampo salivoso da dentiera non perfettamente assestata, e ripete la solita manfrina sulla magistratura golpista, sulla sentenza “mostruosa”, su chi ha “frugato morbosamente e ignobilmente nella mia vita privata” e, naturalmente, su chi lo ha condannato a risarcire all’ingegner De Benedetti (“noto sostenitore della sinistra”) una cifra abnorme per la vicenda del lodo Mondadori. Ma fin qui, è tutto pressoché scontato, prevedibile, di nessuna sorpresa.

Il punto del videomessaggio di Berlusconi che induce invece a sincera compassione è il lungo e verboso appello finale, la chiamata ad “aprire gli occhi, reagire, scendere in campo”. E’ la parte eversiva del discorso, certo: chiamare i cittadini a una rivolta contro la magistratura, contro una sentenza considerata politica, chiarendo al tempo stesso, per giunta, che non c’è bisogno di stare in senato per essere un leader politico (soprattutto se possiedi canali televisivi e giornali).

Ma quell’appello sarebbe patetico anche se a rivolgerlo fosse un altro leader politico, di qualunque orientamento e persino per una nobile causa. Il punto è che siamo tutti così stanchi e angosciati, così consapevoli di stare su una nave che affonda, che anche volendo non sapremmo proprio dove andarle a prendere le energie per scendere in campo, fosse pure il Campo dei Miracoli di collodiana memoria.

Ed è davvero difficile credere che la sfida tra Renzi e Cuperlo o le tirate di Beppe Grillo  ultimamente in preda a una vera e propria Boldrinifobia) suscitino vero interesse in chi si occupa d’altro che non sia scrivere titoli di giornali o riempire palinsesti tv.

Da più parti, e sempre più spesso, si parla della situazione italiana come di quella dell’Argentina all’epoca del default, nel 2002. Un limpido articolo di Lucrezia Reichlin sulla prima pagina del Corriere della Sera del 16 settembre scorso, spiegava con grande lucidità come la situazione economica italiana sia di fatto irrecuperabile. E in effetti, il macrodeficit del Paese si riproduce come un frattale in migliaia di imprese di ogni dimensione, lungo una catena in cui nessuno paga più nessuno e le banche non fanno più credito.

Perciò, ha un bel chiamare Berlusconi il popolo alla riscossa per difendere la (di lui) libertà. Se qualcuno risponderà, ce ne stupiremo sinceramente. La riesumazione di Forza Italia è un tentativo disperato prima di tutto perché non abbiamo più forza, nemmeno quella di ridere di lui.

Twitter @eli_grandi

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