Candid camera

29 Novembre Nov 2013 1132 29 novembre 2013

Berlusconi e l’importanza del Fattore “P”

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A due giorni dalla “decadenza” da senatore di Silvio Berlusconi, evento immediatamente entrato nel calendario dei fatti storici della nazione, i sondaggi assegnano alla ri-nata Forza Italia un balzo in avanti di oltre 3 punti percentuali, a conferma che in un’epoca di completa spettacolarizzazione della politica, vince chi sa raccontare meglio la favola. Soprattutto se può contare su un cast di comprimari come le prefiche di nero vestite che hanno esibito il lutto in Senato e fuori, sulla via dove il caro leader si offriva al freddo e a una folla di tumultuosi sostenitori.

Ma limitandosi al crudo fatto politico, non c’è favola che possa decollare. Ci vuole quel quid che tocchi le corde più emotive, bisogna che venga fuori il privato, il vissuto della vicenda. E allora si capisce l’importanza crescente del Fattore “P” come Pascale, la cui parabola sembra scritta a puntate nottetempo da un manipolo di autori televisivi.

Partita come esagitata showgirl napoletana e animatrice dei circoli dal profetico nome “Silvio ci manchi”, immortalata nel celebre video in cui lecca sguaiatamente un Calippo a scopo pubblicitario, la crisalide Pascale si è trasformata via via nella farfalla che occupa palinsesti tv e pagine di giornali, rilascia interviste, esibisce con orgoglio il rovescio privato di un leader in fase di maturità prostatica, non più annegato nel testosterone, guarito dalla bunga-bunga dipendenza, passato dai genitali della Tommasi allo sbaciucchiamento del cagnolino Dudù.

Lei, Francesca, come una My fair lady postmoderna, ha preso lo stile della signora altolocata, ma senza perdere l’irruenza napoletana, compreso il gusto per la sceneggiata, come nell'atto di baciare la mano a Silvio al termine del comizio nel giorno della decadenza, o come quando dice di voler chiedere udienza al Papa affinché intervenga a favore di Berlusconi.

Con la sua figuretta magra, il profilo sottile, l’abbigliamento elegante, la Pascale ripropone un look Anni Trenta, che fa tanto Petacci, anche lei “Fattore P” di un altro celebre leader, evidentemente non dimenticato dagli italiani. Tra il Duce e Claretta c’erano trent’anni di differenza, tra B. e Francesca quasi cinquanta, ma che importa, i tempi sono cambiati, l’anagrafe non è certo un ostacolo, se anzi permette di allestire la fiaba vera di una Cenerentola che realizza ciò che Berlusconi stesso consigliava anni fa a una giovane precaria: “Sposi un uomo ricco”,

Proprio come la Petacci, Francesca Pascale acquista sostanza drammaturgica nel momento del declino, dell’ingiustizia e dell’ingratitudine, mentre fioccano i tradimenti e il 27 novembre 2013 richiama il 25 luglio del ’43, che sancì la caduta del regime fascista. Ma qui, a dispetto dei toni melodrammatici – “Fatico a parlare. Le parole sono ghiacciate. Vorrei portarmelo via, allontanare il mio uomo da chi lo odia” ha detto Pascale in un’intervista al Corriere della Sera – qui non c’è tragedia, né foschi destini, siamo piuttosto dalle parti di “Pretty Woman”, un altro “Fattore P”. E chi meglio di Berlusconi sa che il celebre film con Julia Roberts e Richard Gere fa il pieno d’ascolti ogni volta che lo passano in tv?

Twitter @eli_grandi

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