Candid camera

22 Gennaio Gen 2014 1621 22 gennaio 2014

Renzi, la rivoluzione fa rima con testosterone

  • ...

Cuperlo con il segretario del Pd, Matteo Renzi: i due hanno avuto un duro confronto durante la Direzione di lunedì 20 gennaio.

Non volevi farlo, ma hai ceduto alla mia insistenza”. La frase arriva alla terza riga della lettera di Renzi al dimissionario Cuperlo, e dice moltissimo del nuovo corso testosteronico del Pd guidato dal Matteo nazionale. La missiva di Cuperlo, lunga e verbosa, ricorda le lettere di certe mogli a mariti sgarbati, che hanno fatto una battuta cattiva davanti agli amici durante una cena. E’ un discorso pieno di “ho cercato, ho accettato, ho condiviso, ho dubitato”, un sacco di rivendicazioni, insomma, richiamando anzitutto i propri meriti, per poi contestare puntigliosamente, nella seconda parte, condotte e comportamenti del leader, “allarmanti” per il futuro.

Stringata, asciutta e maschia la replica di Renzi, che non rivendica nulla per sé, ma tutto per la comunità e il partito, inteso come coincidente con la sua persona: “Un partito vivo, dinamico, plurale, appassionato. Un partito vero, non di plastica. Un partito dove si discute sul serio. A viso aperto e non nei chiacchiericci nei corridoi”. Mica roba da bambinette delle medie che frignano con le amiche all’uscita da scuola, insomma, ma un partito di uomini veri, che se le dicono e se le cantano, senza paura della rissa.

Con i suoi “O prendere o lasciare” “Io tiro dritto”, “Non mi fermeranno”, il linguaggio renziano sta immettendo testosterone in un Pd sfiancato e avvizzito. Peraltro, l’ondata ormonale si estende, giustamente, anche all’estrogeno femminile, grazie alla promozione in posizioni chiave di donne giovani e belle come non se n’erano mai viste intorno ai leader del passato (tolte le dovute eccezioni). E se si scoprisse una fidanzata segreta di Renzi, carina come quella di Hollande, ecco che le quotazioni del sindaco di Firenze salirebbero ancora, portandolo al livello dei grandi capi di Stato del mondo.

Matteo Renzi e Gianni Cuperlo.

Una rivoluzione, insomma, più che politica endocrinologica, che scuote i sensi assopiti del popolo della sinistra e li conturba, proprio come dev’essere accaduto a Gianni Cuperlo, che la presidenza del Pd non la voleva proprio, ma poi “hai ceduto alla mia insistenza”, come la femmina che dice “sì” al maschio seduttore per poi pentirsi davanti alla sua arroganza.

Così, sotto la spinta del testosterone, la politica rammollita si rimette in movimento. Non possiamo sapere, in questa fase, se ne nascerà una storia d’amore lunga e appassionata con gli Italiani, o se sarà la classica “botta e via” che aggiungerà delusioni a delusioni. Ma intanto è ancora, e sempre, una politica del cazzo.

Twitter @eli_grandi

Correlati