Candid camera

8 Febbraio Feb 2014 2109 08 febbraio 2014

La locomotiva Tsipras lanciata contro l’ingiustizia

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“Gli eroi son tutti giovani e belli” diceva la famosa canzone di Guccini. Questo verso tornava alla mente vedendo il volto fresco, aperto e fiero di Alexis Tsipras, accolto in Italia con entusiasmo da un vasto (quanto vasto?) popolo di delusi della sinistra, che intendono sostenerlo alle prossime elezioni europee di maggio.

Sì, perché come l’anarchico della canzone , che “un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo, pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto” e prese la locomotiva per lanciarla “a bomba contro l’ingiustizia”, così Tsipras viene oggi a lanciare la propria candidatura alla presidenza della Commissione europea con la precisa intenzione di ribaltarne gli assetti. E vuole farlo arrivando dalla nazione che ha più duramente patito, fino a oggi, per l’austerità imposta dalla “troika”. La Grecia, come l’Italia, paga infatti un doppio scotto: aver avuto una classe politica incapace e corrotta, e aver subìto per questo il castigo delle autorità monetarie sovranazionali, pena l’uscita dall’euro e l’ostracismo dall’Unione.

Perché tanto entusiasmo in Italia? Forse che non abbiamo qui un leader di sinistra in grado di catalizzare la protesta contro le ineguaglianze prodotte dalla crisi? Chi, tra i nostri, potrebbe svolgere un ruolo analogo a quello di Tsipras? Forse Nichi Vendola? No, troppo bollito. Maurizio Landini? Troppo sindacalista. Pippo Civati? Troppo malinconico-depresso. Per non parlare di Matteo Renzi, che messo accanto a Tsipras si conferma ancora più simile al manager fighetto di un’azienda di medie dimensioni, mentre le sue qualità politiche sembrano attingere alla peggiore tradizione italica: scaltrezza, cinismo e una parlantina straripante, che sfiora mille temi per non afferrarne nessuno.

Va detto che gli argomenti del giovane leader greco non sono strabilianti, tutt’altro: arrivare alla presidenza della Commissione europea per cambiarne le politiche che stritolano i più deboli, sgretolano la classe media e ingrassano le banche mentre lasciano morire l’economia reale. Non vuole uscire dall’euro e dall’Europa, ma starci dentro per cambiarne connotati e direzione di marcia.

Sono cose che dicono in tanti, e con cui tanti concordano. Ma Tsipras ha carisma da vendere, ed è stato emozionante vederlo entrare al Teatro Valle di Roma col pugno alzato, questo gesto antico eppure nuovo, rigenerato nel suo significato di sempre: “uniti nella lotta, dalla parte dei più deboli”. Speriamo che la sua corsa non finisca, come cantava Guccini, “deviata lungo una linea morta”.

Twitter @eli_grandi

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