Candid camera

20 Marzo Mar 2014 1216 20 marzo 2014

Oggetti del desiderio sì, ma over sessanta

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Una signora inglese di 61 anni, che in altre epoche avrebbe trascorso i pomeriggi annaffiando le ortensie in giardino o giocando a canasta con le amiche, ha passato invece il suo tempo portandosi a letto, in dodici mesi, quindici ragazzi dell’età che potrebbero avere i suoi nipoti, e lo ha raccontato in un libro intitolato “My Year Of Dating Dangerously” (Un anno di pericolosi appuntamenti al buio).

Pericolosi per chi?, verrebbe da chiedere. Per i ragazzi, trattati come pezzi di una collezione da esibire, o pericolosi per la giornalista Monica Porter, autrice della sensazionale opera?

Sì, perché portarsi a letto in un anno quindici maschi in fase di picco ormonale è impresa che potrebbe sfiancare anche una trentacinquenne. Ma è improbabile che una trentacinquenne si getterebbe in una simile attività, essendo piuttosto in cerca, a quell’età, di stabilità, figli e/o carriera.

Eppure, quando nel 1965 il poeta e drammaturgo ungherese Stephen Vizinczey pubblicò il delizioso “Elogio delle donne mature” (pubblicato in Italia da Marsilio), le donne di cui parlava erano proprio all’incirca trentacinquenni, e la loro maturità consisteva, in sostanza, nel non essere vergini alle prime armi, o nell’avere già avuto addirittura un matrimonio, ovviamente infelice.

Il concetto di maturità femminile è così cambiato che una foto della settantenne Catherine Deneuve in biancheria intima nera nel bagno di un hotel parigino, pubblicata sulla copertina del New York Magazine, ha fatto il giro del mondo e del web accompagnata da un coro di “ohh”, per dire “guarda quanto si è conservata bene, ancora in forma e slanciata, ancora in grado di suscitare desiderio”.

E dev’essere un trend in crescita, se anche nel romanzo appena uscito di Chiara Valerio, “Almanacco del giorno prima” (Einaudi), il protagonista, Alessio, si innamora di una donna che ha l’età di sua madre.

La quale, però, non ne ricaverà un bestseller pruriginoso come quello della Porter, che oltre a godere dei toy boys reclutati in Rete, in questo caso gode anche del privilegio di essere donna, perché se un uomo di sessant’anni scrivesse un libro in cui racconta come si è scopato quindici ventenni in dodici mesi, verrebbe accusato di essere un maiale perverso o, peggio, un fanfarone millantatore in crisi di andropausa.

La donna matura sessualmente attiva, invece, assurge a modello di emancipazione e maestra di una sana ginnastica che tiene lontana l’odiata vecchiaia. Ma noi (equidistanti dai 61 e dai 35), pensiamo piuttosto alla poesia del film “Harold e Maude” di Hal Ashby (1971), dove l’ottantenne Maude insegna al diciottenne Harold, ossessionato dalla morte, ad amare la vita e ad accettare la propria unicità di essere umano. Colonna sonora di Cat Stevens. Un capolavoro da rivedere.Twitter @eli_grandi

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