Candid camera

12 Maggio Mag 2014 1222 12 maggio 2014

Venghino, signori, venghino al Gran Circo Europa

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Eurovision Song Contest 2014: la vincitrice Conchita Wurst.

Ci vorrebbe un Hieronymus Bosch del Duemila per creare un’allegoria pittorica del mondo dell’ultima settimana. Mentre l’Europa si prepara a rinnovare il suo Parlamento, abbiamo visto i quattro candidati alla presidenza (mancava il greco Alexis Tsipras) alle prese con una sfida televisiva talmente moscia e soporifera, talmente intrisa di banale propaganda, da farci ricredere sulla presunta superiorità dei politici stranieri rispetto a quelli vituperati di casa nostra.

Per fortuna, a infiammare i bolsi spiriti europei è arrivata Conchita Wurst, l’uomo- donna-con-la-barba, piovuta al festival europeo della canzone dall’invisibile Austria, il cui presidente, Heinz Fischer, si è subito congratulato per il successo e ha dichiarato che “La vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision è anche una vittoria in Europa della tolleranza e del rispetto”. Sarà, ma la donna barbuta è uno dei topoi più classici dei circhi ottocenteschi, quelli in cui venivano esibiti i “freaks”: nani, gemelli siamesi e donne cannone.

Altro giro, altra donna fatale, questa volta nelle cronache italiane, dove un politico di lungo corso mostra (dalle intercettazioni) di aver preso una sbandata coi fiocchi per la moglie spumeggiante di un suo compagno di partito latitante. Come tanti maschi in andropausa, rinvigoriti da una pioggia di estrogeni biondi, Scajola è disposto a tutto per stare vicino all’avvenente amica e fornire ogni mezzo (inclusa la sua scorta pagata dai contribuenti) per aiutare il di lei marito a spostarsi da Dubai in Libano. Chiara Rizzo (la cui sontuosa balconata di petto viene offerta dalle prime pagine di tutti i quotidiani al famelico voyeurismo italico) appare inquieta, confusa, diffidente e capricciosa come si addice a una signora del jet-set monegasco, altro circo ristretto, composto di mariti ricconi con mogli gnocchissime, pubblicate in un apposito book fotografico – “Women of Monaco” - che sembra un catalogo glamour di escort d’alto bordo.

Molto lontano da queste levigate donne perfette, che sono andate o andranno presto spose a facoltosi uomini d’affari, duecento ragazze nigeriane che avevano la sola colpa di andare a scuola, vengono rapite dai folli seminatori di terrore di Boko Haram, per essere rivendute come mogli per pochi dollari, dopo aver subito un trattamento che non osiamo immaginare.

Sempre alla periferia del circo europeo, un Bosch contemporaneo non potrebbe non inserire nel dipinto i barconi di profughi recuperati a ripetizione dalle motovedette nel Mediterraneo, salvo quelli che non ce la fanno e affondano, trascinando nel cimitero marino centinaia di vite che cercavano scampo alla miseria e alla guerra, offrendosi come sguatteri e venditori di noccioline al circo Europa.

E che noccioline, se per parlare di cibo si spenderanno milioni di euro nell’allestimento di un altro circo, quello di Expo 2015, soldi con cui si potrebbe sfamare un sacco di gente, e che invece già tracimano nelle tasche di faccendieri ben nutriti dal grasso della corruzione. Ma non c’è tempo di fermarsi, the show must go on.

E allora venghino, signori, venghino. Il tendone è sempre aperto, le belve ruggiscono, la banda suona, i giocolieri vi stupiranno, i clown non mancano.

Twitter @eli_grandi

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