Candid camera

1 Luglio Lug 2014 1422 01 luglio 2014

Rinasce il Califfato islamico. Torneranno anche le Crociate?

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Nessuna invidia per la ministra Federica Mogherini: dovesse davvero assumere il ruolo di Alto rappresentante per l’Estero dell’Unione Europea, potrebbe trovarsi a fronteggiare una stagione della storia paragonabile a quella delle Crociate di mille anni fa.

I combattenti dell’Isis hanno infatti annunciato in Rete la rinascita del Califfato, definito “sogno di tutti i musulmani e “desiderio di ogni jihadista”. L’obiettivo di questi sanguinari guerriglieri - che avanzano armati e ben organizzati, conquistando città dopo città - consiste nel ricostituire un grande stato islamico, che va dall’Iran alla Spagna, inglobando tutto il Medio Oriente, mezza Africa e tutta l’area balcanica per arrivare fino ai Pirenei.

Roma non è inclusa nella mappa delle bandiere nere, ma in un video diffuso su Internet anche la città santa del Cristianesimo viene citata tra le terre da conquistare.

Potrebbero essere considerate minacce ridicole, se non fosse che questi fanatici islamisti avanzano massacrando chi oppone resistenza, ricorrendo alla atroce e arcaica pratica della crocifissione, e in più utilizzando in modo sofisticato la Rete e i Social network per diffondere il loro grido di guerra contro gli Infedeli.

Se aggiungiamo la crisi Ucraina - di cui non si vede ancora una soluzione plausibile - e il precipitare degli eventi in Israele, potrebbero davvero aprirsi “le porte dell’inferno”, come ha dichiarato il portavoce di Hamas in risposta all’annunciata ritorsione per l’assassinio di tre giovani israeliani che facevano l’autostop.

Mentre succede tutto questo, oggi 1° luglio si insedia il nuovo Parlamento Europeo, con la colonna sonora dell’Inno alla Gioia di Beethoven, anche se di gioia non se ne vede troppa in giro e l’Europa, osservata dal cielo, appare come un mondo chiuso, arroccato, dove migliaia di migranti cercano disperatamente di approdare, come fosse quell’Eldorado che non è o non è più.

E intanto a oriente monta l’ondata jihadista che vorrebbe riportare il mondo indietro di mille anni.

La parola araba “jihad” significa letteralmente “esercitare il massimo sforzo”, ma i combattenti dell’Isis non sembrano neppure faticare molto a farsi largo nei paesi islamici con i mitra in mano, per piantare i vessilli neri nel loro medioevo postmoderno.

Soprattutto, essi spalancano un baratro ancora più spaventoso tra parti diverse di un mondo che dovrebbe essere “globale”, ma non lo è per niente.

E’ un atroce paradosso che la Rete, emblema stessa del mondo globale e digitale, motore propulsore dell’economia e di una nuova intelligenza collettiva, possa diventare invece uno strumento al servizio di una terrificante regressione al sangue, alla violenza e all’oscurantismo.

Con un movimento contrario a quello della “primavera araba”, la deriva islamista dell’Isis sembra trascinare tutto in un inverno della ragione e della pietà. O magari invece è solo un isolato, ancorché orribile, sussulto nel processo che porterà l’Islam a farsi sempre più simile all’occidente. Nel frattempo, come diceva Yogurt, il maestro Jedi di Mel Brooks in “Balle spaziali”, “che lo sforzo sia con voi”.

Twitter @eli_grandi