Candid camera

18 Luglio Lug 2014 1702 18 luglio 2014

A Ruby, Pretty Woman “je spiccia casa”

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Se c’è un vincitore nella vicenda "Rubygate", è soprattutto lei, la Pretty Woman marocchina che in Italia ha trovato l’America, proprio come in un film. La figlia di immigrati che scappava di casa per fare la cubista in discoteca e che rubava i soldi all’amica, non sapeva quanto fosse profetica la sua confessione al telefono con una delle Arcore’s Girls, quando diceva “Lei (Noemi) è la pupilla, io sono il culo”.

Ormai è chiaro che non si tratta solo di culo. Contando solo su sè stessa, sulla propria avvenenza, sulla determinazione a farsi strada e anche su una indubbia intelligenza, Ruby Rubacuori è riuscita a gestire in modo magistrale una vicenda enormemente più grande di lei, tanto che la Julia Roberts di “Pretty Woman”, come si dice a Roma, a Ruby “je spiccia casa”.

Intanto, perché questa è una storia vera e non un film. Veri sono i soldi (5 milioni di euro, si disse) che la ragazza ex-minorenne avrebbe incassato, per continuare a negare qualcosa che peraltro non era dimostrabile in tribunale. Vera è stata la sua trasformazione da sbandata di periferia a giovane madre discreta ed elegante, fotografata su spiagge esotiche, dal Messico a Dubai, ormai entrata a pieno diritto nel jet-set dei ricchi a sei zeri.

Solo una sua confessione esplicita avrebbe inchiodato Berlusconi al presunto reato di prostituzione minorile. Lei lo ha capito benissimo: negare, negare in continuazione che fossero stati consumati atti sessuali, e provate a dimostrare il contrario.

Non solo. A differenza della Pretty Woman del celebre film, Ruby si è tenuta sempre elegantemente alla larga da romanticherie e sdolcinatezze da sceneggiatori americani. Sempre concreta, controllata, coraggiosa, e anche buona attrice, capace di interpretare ruoli diversi in commedia, indossando di volta in volta il look giusto per la situazione.

Fossi in lei, oggi avrei paura solo di una cosa: che si presentasse Emilio Fede (che per primo la segnalò all’ex premier), a rivendicare una cresta sul compenso.

Twitter @eli_grandi