Candid camera

3 Settembre Set 2014 1403 03 settembre 2014

Hollande, la Francia e la giostra delle donne

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Se in due soli giorni, a fine agosto, ha potuto risolvere una crisi di governo, incaricando il premier Valls di sostituire alcuni ministri scomodi, non sarà altrettanto facile, per il presidente francese François Hollande, uscire integro dalle rivelazioni del libro-bomba della ex compagna, Valerie Trierweiler, in vendita dal 4 settembre.

«Ti distruggerò come tu hai distrutto me», gli aveva scritto Valérie in un sms del gennaio scorso, poco prima dell’asciutto comunicato ufficiale con cui il presidente decretava la fine della loro relazione. E la vendetta annunciata è contenuta ora nelle 320 pagine di Merci pour ce moment, un ringraziamento che va letto, si suppone, in senso ironico, del tipo “grazie (al cazzo) per quello che mi hai fatto passare (brutto bastardo)”.

Tutti i giornali del mondo ne parlano. Tanto che per Valérie è lecito attendersi un successo anche superiore a quello del mémoir di Cecilia Attias, ex consorte di Nicholas Sarkozy, “Une envie de vérité” (Una voglia di verità), che vendette migliaia di copie nel 2013.

La rivelazione più interessante della Trierweiler (finora), oltre al racconto melodrammatico sulla scoperta del tradimento di Hollande, è quella che riguarda l’oggi: “Mi manda messaggi d'amore, fino a 29 sms al giorno (si noti la precisione del numero)”, afferma Valérie. “Mi scrive che sono tutta la sua vita, che non può far niente senza di me. Ogni sera mi chiede di cenare con lui».

Ma come? Lui che sgattaiolava di soppiatto dall’Eliseo in moto col casco integrale, per brevi ma intense fughe d’amore tra le braccia della angelica Gayet, adesso sarebbe lì a mendicare una cena con la sua ex, soprannominata in Francia “Rottweiler” ben prima dello scandalo delle corna presidenziali.

Ci si chiede: può la Francia essere guidata da un uomo così ondivago, pronto a cambiare ministri, alleanze e compagne, secondo l’umore o l’opportunità del momento? Quanto calerò ancora la fiducia in Hollande, con il racconto della Trierweiler sui suoi 18 mesi passati all’Eliseo?

Una debolezza di immagine che potrebbe favorire i suoi competitor politici, se non fosse per l’altra baruffa coniugale, quella che infuria a casa Sarkozy, dove la esile ma combattiva Carla Bruni mette il veto alla rentrée del consorte in politica, giacché la sola idea la rende “folle di rabbia”.

Né si può dimenticare l’altro grande escluso dalla politica per un affaire di donne, Dominique Strauss-Kahn, abbandonato infine dalla ricchissima moglie Anne Sinclair, che ne aveva tollerato gli eccessi erotici per troppi anni.

Così, da Cecilia a Segoléne ad Anne, da Valérie a Julie a Carlà, la politica francese appare dominata dagli umori femminili di questa giostra di donne, peraltro tutte fascinose, intelligenti, piene di personalità. Sarebbe forse l’ora che fosse appunto una donna a salire all’Eliseo, dimostrando uno stile di governo saldo e coerente, capace di mettere fine a questo pollaio. Peccato che l’unica in pole position sia Marine Le Pen, una che (nei panni di Valérie) a Hollande avrebbe mollato un semplice sganassone, prima di passare al prossimo comizio.

@eli_grandi