Candid camera

17 Settembre Set 2014 1120 17 settembre 2014

Santità, tutto è fiction, persino la guerra

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“Il matrimonio non è una fiction” ha sussurrato nel microfono Papa Francesco qualche giorno fa, celebrando le nozze di venti coppie in Vaticano. Nelle stesse ore, si stava allestendo un vero e proprio set cinematografico davanti alla cattedrale di Alghero, location delle nozze tra la ex velina Elisabetta Canalis e un chirurgo americano uguale al Big Jim di Barbie, mentre di lì a poco avrebbero impazzato le foto dell’invitata più vistosa, l’argentina Bélen Rodriguez, abbigliata in blu elettrico nude-look, come una principessa di Guerre Stellari.

Altrettanta dose fiction, ma si spera di livello più glamourous, è attesa a Venezia a fine settembre, per le annunciate e desideratissime nozze tra George Clooney e la filiforme avvocata Amal Alamuddin dal bruno fascino medio-orientale, libanese di origine, ma anglosassone di formazione.

Altro che “non è una fiction”, Santità. Qui ormai è tutto una fiction.

Dopo i matrimoni, i divorzi. Come la telenovela dei milioni che ballano dentro e fuori il pingue conto corrente di Veronica Lario ex Berlusconi. Tre milioni al mese sono troppi, hanno detto i giudici, bastano due. Cifre da favola, più che da fiction, per noi che le leggiamo sui giornali mentre raccattiamo i soldi per pagare un’altra bolletta della luce e l’Ocse declassa l’intero Paese come pecora nera dell’Europa per crescita economica negativa.

E’ fiction la politica, dalle camicie bianche dei giovani socialisti europei, al gelato di Matteo Renzi ai mille giorni, che ricordano tanto le mille e una notte di Sherazade: il premier dovrà raccontarci una favola al giorno, per evitare il taglio della testa?

E’ fiction la televisione, dove le serie hanno conquistato il primato della produzione mondiale, arruolando grandi sceneggiatori, registi e attori hollywoodiani per irretirli in tormentoni pluriennali, fatti di dialoghi complicati e puntuti, costruiti a battute pronte per essere riversate su Twitter in tempo reale, in un gioco di rimbalzi infiniti.

Da noi, nel nostro piccolo, accende gli animi il duello televisivo tra Giovanni Floris e la matricola Massimo Giannini, il quale vince ai punti la prima battaglia del martedì, ma senza gloria, avendo entrambi portato in prima serata dei format consunti e stantii, senza contare la credibilità di giornalisti che affrontano i temi della povertà e della crisi, dall’alto dei loro compensi succulenti, a botte di centinaia di migliaia di euro.

E’ fiction, infine, persino la guerra, come hanno ben compreso i guerriglieri del Califfato o chi li ha inventati e ne dirige le orrende gesta, filmate per le tv di tutto il globo. Il sangue fa audience da sempre, così come la lotta tra bene e male, buoni contro cattivi, cowboy contro indiani, terrestri contro alieni. Un plot banale, ma di sicuro successo, soprattutto per i commercianti di armi che non intendono affatto abbandonare il lucroso conflitto medio-orientale.

Perciò, Santità, conceda pure che anche il matrimonio sia un po’ una fiction, quella che rimane a noi anonimi per ricavarne un video da postare su Youtube o su Facebook. E’ così difficile sposarsi, oggi, che chi lo fa (etero o gay) è quasi un eroe. Lasciamoli sognare.

@eli_grandi