Candid camera

4 Maggio Mag 2015 1500 04 maggio 2015

Due principesse

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Una grande capitale europea è in festa. Il 2 maggio la Duchessa di Cambridge ha dato alla luce una secondogenita femmina, che entra in quarta posizione nella successione al trono. Entro oggi si conoscerà il suo nome, che ne condizionerà il carattere e forse il destino. Si chiamerà Alice o Charlotte, come la figlia di una famiglia borghese qualunque, o sarà investita di un nome regale, come Victoria o Elizabeth, che le getterà addosso un karma dinastico, eleggendola a succedere in grandiosità alle sue eccezionali antenate?

Il 3 maggio è nata un’altra neonata. La madre era appena stata soccorsa e salvata da una nave della Marina Militare nel Mediterraneo. Si trovava su un barcone insieme a centinaia di migranti privi di tutto, salvo la spinta disperata a fuggire da un mondo, per trovare rifugio e vita in un altro mondo. La bambina è nata sulla nave dei soccorritori. Non si sa se l’abbiano chiamata Marina, in onore della nostra flotta militare, o forse Fatima, o con un altro nome arabo o africano.

Le due bambine, per ora, sono nelle braccia delle rispettive madri. Inconsapevoli e sognanti come lo sono solo i neonati, chiuse in una bolla di fragilità però piena di una potente voglia di vivere, di crescere, di conoscere, di esistere. Tutte le neonate sono piccole imperatrici, come nel battesimo della bellissima scena finale del film “Fanny e Alexander” di Bergman: sono nate per smentire i discorsi degli uomini adulti, per dimostrare che hanno torto, per governare tutte le cose con il loro sguardo nuovo e fresco, con la loro misteriosa saggezza.

Le nostre due bambine sono entrambe innocenti nel senso più pieno della parola: né l’una ha colpa di essere venuta al mondo in una famiglia reale, dove sarà cullata e vezzeggiata non solo dai suoi cari, ma idealmente da un intero popolo emozionato e partecipe; né l’altra può avere colpa di essere figlia di una migrante in fuga, che arrivata in Europa non avrà niente di niente e dovrà inventarsi un modo per sopravvivere e per crescere la sua piccola.

Queste due principesse, ci piace pensarle in due culle appaiate, pronte ad aprire gli occhi sul mondo. Ma mentre una vedrà sopra di sé soffitti affrescati e visi ammirati di aristocratici britannici, l’altra vedrà il soffitto scrostato di un centro di accoglienza e le facce spaventate dei compagni di viaggio arrivati dal mare su un barcone rappezzato. Tutte e due figlie di Dio, s’intende. Ma di un Dio distratto, che non guarda giù.

Twitter @eli_grandi