Candid camera

10 Giugno Giu 2015 1515 10 giugno 2015

Salvate il soldato Passera (e anche sua moglie)

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Non vorrei essere nei panni della moglie di Corrado Passera. Avere sposato questo splendido sessantenne agiato, che è stato tutto quello che poteva desiderare un bocconiano di buona famiglia e di belle speranze, pervenuto a quella fase della vita in cui potrebbe godersi denaro, benessere e gloria, e ritrovarselo invece divorato da mattina a sera da un’inquietudine che non dà tregua. Perché Corrado vuole fare di più, essere di più, mettere a disposizione della patria il suo bagaglio di eccelse qualità, prendere in mano questo paese disastrato e rimetterlo in sesto, lui che sa come fare, perché a suo tempo rivoluzionò le Poste, e non è forse l’Italia un grande ufficio postale, con la gente in coda, gli impiegati che spariscono all’ora del caffè, tanto assenteismo, troppo sindacato e orari di lavoro troppo brevi?

Insomma, Corrado si è messo in testa di fare politica e lo fa con lo stesso slancio passionale con cui impalmò la sua giovane seconda sposa, per poi offrirsi – lui fino ad allora così riservato e schivo – a servizi fotografici per tabloid di gossip, in un’esibizione sfrenata di armonia coniugale e familiare, dalla casa sul mare alle prime della Scala, tentando di sciogliere quella rigidità un po’ legnosa del banchiere, che sorride appena, senza dare vera confidenza a nessuno.

Il fatto è che Corrado non sopporta le delusioni. E a deluderlo sono stati tanti, troppi. A cominciare da Carlo De Benedetti (“Quando io ho cominciato a lavorare con lui era una vera speranza per l'industria e il capitalismo italiano. Poi ha deluso tutti”, “Da quando sono ministro, non ci siamo più sentiti. Pensavo che i nostri rapporti fossero buoni. Evidentemente mi sbagliavo. Anche in questo caso molto deludente»), poi Monti (“Ho provato una grande delusione nel vedere realizzata soltanto una piccola parte di quello che potevamo fare col governo Monti, e una grande delusione nel veder abbassare le ambizioni di radicalismo e di novità di Scelta Civica”), per non parlare di Renzi (“La delusione per il renzismo è evidente”; “Il bilancio di Renzi è disastroso”).

In un paesaggio politico frastagliato e complesso come quello italico, Passera tuona contro il “partito unico” delineato dalla legge elettorale in discussione, perché “annullerebbe i tratti salienti del sistema democratico”, ma propone addirittura una “Italia Unica”, miraggio o incubo per un paese la cui storia e ricchezza culturale si fondano su secoli di diversità interne, ciascuna con la propria eccellenza o malattia peculiare.

Roma: Corrado Passera col bavaglio davanti a Montecitorio contro l'Italicum (27 aprile 2015).

Fonda dunque il suo partito, scrive il fondamentale saggio “Io siamo” - il cui titolo sembra alludere più alla simbiosi con la moglie Giovanna Salza, che non a un ideale politico collettivo – moltiplica le apparizioni in tv e sui giornali, arriva persino a organizzare un flash-mob davanti a Montecitorio, dove si imbavaglia per protesta contro l’Italicum, ottenendo passaggi su tutti i telegiornali nazionali… eppure non sfonda, non buca, non intimorisce nessuno, viene ignorato, o peggio snobbato da tutti gli altri politici, senza eccezioni, e soprattutto dai potenziali elettori.

Provate voi ad avercelo in casa un marito così. Ma come, un ex ministro, Cavaliere del Lavoro e Grande Ufficiale della Repubblica, un primo della classe, uno che ha dato il meglio di sè sia nel privato sia nel pubblico, sempre seduto ai tavoli giusti, nelle stanze del denaro e del potere, e che adesso si sente trasparente, senza un ruolo adatto ai suoi meriti, che dorme poco e male e non si dà pace. Non sia mai. Ci vuole un’idea. Insieme a Giovanna la troverò.

Ed ecco che l’idea si fa strada. Fare il sindaco di Milano, ora che Giuliano Pisapia ha annunciato che non si ricandiderà. Ecco la prateria da conquistare, il podio da raggiungere, il ruolo che gli spetta di diritto e di nascita (in fondo Como è a due passi da Milano, non sottilizziamo).

E finalmente, la vita famigliare ritrova una sua armonia e un nuovo slancio. Se Giorgio Gori e Cristina Parodi hanno conquistato Bergamo, Corrado e Giovanna potranno bene diventare la coppia sindaca di Milano, questa città di grattacieli, finanza e glamour che così bene si attaglia alla loro eleganza borghese, ai loro sorrisi, ai loro bambini biondi che appena nati vanno alla scuola inglese per essere da subito competitivi e internazionali. Ecco, Milano li sta già aspettando come dei Kennedy brianzoli, con il piccolo Giovanni che sgambetta sotto la scrivania del sindaco. E sarà solo l’inizio. Poi l’Italia diventerà Unica, come sogna Corrado. Per adesso, si adatta alla taglia unica, la extra-small, e con le pezze al culo.

@eli_grandi