Candid camera

30 Novembre Nov 2015 1320 30 novembre 2015

Francesca Chaouqui? E' Sara Tommasi

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“Ho bisogno di un po’ di tranquillità, ti prego”. Così monsignor Vallejo Balda risponde su whatsapp - la scorsa primavera - all’ennesimo messaggio della spregiudicata Francesca Immacolata Chaouqui che lo incalza di richieste, lo blandisce, lo cazzia e infine lo disprezza senza giri di parole: “sei un verme”, ma soprattutto “sei un coglione”.

Chi ha scritto la sceneggiatura di House of Cards prenda nota: la prossima fiction di successo mondiale non si svolgerà alla Casa Bianca, bensì nelle stanze affrescate del Vaticano, con esterni sulle terrazze di attici lussuosi, ma anche ai concerti rock, come all’Arena di Verona e al Campovolo di Reggio Emilia, dove, tra le migliaia di fans scatenati di Ligabue, si sarebbe potuto incontrare anche monsignor Balda. Il quale avrebbe confessato - come da memoriale consegnato ai giudici del processo Vatileaks e prontamente pubblicato sui giornali - di avere consumato anche carnalmente con la Chaouqui, pentendosi immediatamente del fattaccio: non già per aver infranto il voto di castità sacerdotale, ma perché la ragazza è sposata. Niente paura. Lei, da quella James Bond in gonnella che è, lo rassicura: “il mio è un matrimonio di copertura, mio marito in realtà ha un’altra moglie”.

Vallejo si beve tutto, in un glu glu senza fine di mascheramenti, incontri con personaggi del jet set, rivelazioni su retroscena romanzeschi, raccomandazioni e minacce. Balda si convince che Francesca sia “un infiltrato dei servizi segreti americani, che avesse contatti con la mafia russa e con quella cinese, che avesse lavorato per la CIA ai danni dello stato italiano”. E quando finalmente si riscuote dalle allucinazioni e vorrebbe scaricare la defatigante fanciulla, non si rivolge, come ci immagineremmo sia usanza in Vaticano, a un padre spirituale, bensì a una laica psicologa, che lo esorta ad allentare la relazione gradualmente, un po’ per volta, onde evitare – forse – reazioni scomposte o persino violente della bruna virago.

Intanto lei, intervistata dai giornali, nega tutto e continua a minacciare Balda: lo querelo, si prepari a darmi le chiavi di casa, lo lascio in mutande. Senza attenuare peraltro, la propria conclamata mitomania: “Conoscendo miliardari ed emiri, se volessi tradire mio marito non mi metterei con un vecchio prete a cui non piacciono le donne». Strano, dopo che in altri messaggi gli aveva offerto un incontro ravvicinato con una cugina calabrese morbida e disponibile. Ma anche Francesca, a un certo punto, sembra esasperata da questo monsignore così tonto: “Sono stanca di farti da badante”, “Sei un egoista del cazzo”, “Vaffanculo. Ma seriamente vaffanculo”

Combattiva e instancabile, ora Chaouqui passa le notti a scrivere contromemoriali sulla sua pagina Facebook sfidando i giornalisti a presentare prove dei suoi presunti traffici di documenti segreti del Vaticano. La vediamo nelle foto del processo pallida e scarmigliata, con le occhiaie scure, senza il supporto di tutti i vip coi quali vantava davanti a Vallejo Balda le sue amicizie privilegiate, come i due fratelli Berlusconi, Gianni Letta, Marco Carrai, Beatrice Lorenzin e Luigi Bisignani, per non parlare della contessa Marisa Pinto Olori del Poggio, che supera per originalità di casato la mitica contessa Mazzanti Vien Dal Mare di fantozziana memoria.

Dove sono spariti tutti questi amici, povera Francesca così poco Immacolata?

La delusione dev’essere così atroce da scompigliare anche la mente di Chaouqui, oltre alla sua fluente chioma corvina. Tanto da dichiarare in un’intervista a Le Iene “Sono un’aliena, vengo da Marte”. Proprio come la confusa Sara Tommasi, quando si giustificò nello stesso modo per aver girato un video porno “Ho avuto un contatto con entità aliene che mi hanno impiantato un microchip”. Ma è più probabile che Chaouqui, edotta di dottrine cattoliche, la metta, come già la sta mettendo, sul piano persecutorio: “Qualcuno vi condannerà a risarcirmi per il martirio che sto subendo”. Francesca Immacolata martire. In Vaticano aprano subito la pratica.

Twitter @eli_grandi