Candid camera

9 Agosto Ago 2016 1521 09 agosto 2016

Poligamia sì o no? L'Islam tenta l'Occidente

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Era solo questione di tempo. E il tempo è persino accelerato, rispetto alla resa all’Islam, che il romanzo “Sottomissione”, di Michel Houellebecq, collocava in un ipotetico 2022.

Lo scrittore francese suggeriva che proprio il privilegio maschile di avere più mogli, acquisendone di sempre più giovani, possa essere il cavallo di Troia più allettante che la cultura islamica offre all’Occidente per insinuarsi al suo interno. Inutile dire che Houellebecq si dimostra fin troppo facile profeta.

In Italia, una volta approvate le unioni civili tra omosessuali, ecco che la richiesta del fondatore dell'UCOII, Hamza Roberto Piccardo, di legalizzare anche la poligamia, acquista una sua plausibilità giuridica, e il tema balza in primo piano sui giornali, per allargarsi a probabili conversazioni e dibattiti sotto gli ombrelloni in spiaggia.

Poligamia sì o no? Poligamia per gli uomini, ma anche per le donne, scrive Vittorio Sgarbi su Il Giornale, esortando a mettere fine all’ipocrisia di definire adulterio quello che è ormai da tempo un comportamento diffuso e condiviso da entrambi i sessi. Legalizziamo tutte le varianti possibili di relazioni amorose e coniugali, insomma, supponendo che qualunque scelta presa da persone adulte e consapevoli debba essere accettata come tale e rispettata dalle leggi e dallo Stato.

Niente affatto, sostiene Luigi Manconi sul Corriere della Sera: “La poligamia, per contenuto morale e per struttura del vincolo, si fonda - e non può che fondarsi - su una condizione di disparità, si tratta di un rapporto fondato su uno stato di diseguaglianza”.

Si profilano così due atteggiamenti antitetici ed entrambi assolutistici. Per Sgarbi, poligamia lecita, anzi legalizzata, in regime di parità per uomini e donne. Per Manconi, al contrario, obbrobrio giuridico, paragonabile all’esclusione delle ragazze dal diritto di istruzione e alle mutilazioni femminili.

Hanno ragione tutti e due. E anche torto.

Le obiezioni di Manconi sono deboli sotto un profilo squisitamente formale, a meno di precisare che le persone coinvolte non possano essere minorenni o in altre condizioni di subordinazione.

L’entusiasmo di Sgarbi fa a pugni (stranamente) con la stessa psiche maschile contemporanea, che non solo accetta a fatica di avere una moglie – figuriamoci quattro, e per di più da mantenere – ma quand’anche ne avesse effettivamente quattro, le tradirebbe con una quinta, più giovane o più avvenente. In un vecchio film francese, Yves Montand, a caccia con un amico, esprimeva con chiarezza il concetto: “Non ti interessano le colombe che hai nel carniere, ma quelle che ancora stanno volando”.

E le donne? “Quante di loro – chiede Sgarbi – non hanno avuto almeno quattro amanti, anche contemporaneamente?”. Ecco, appunto, parliamo di amanti, perché di quattro mariti non sapremmo che farcene, qualunque religione professino, mentre alle altre donne dei mariti stessi siamo abituate da secoli, ma per fortuna oggi possiamo decidere se accettarne la clandestina presenza, o andarcene per la nostra strada.

Non c’è dubbio che la proposta islamica della poligamia possa allettare alcuni uomini (e poche donne). Ma temo che si scontrerà con il fatto che ormai nessuno sopporta più nessun altro, e sempre più persone aborrono ogni forma di condivisione degli spazi privati. Tutti soli, in casa propria, attaccati a uno smartphone. E i cavalli di Troia fuori dalla porta, a morire di noia.

Twitter @eli_grandi

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