Candid camera

10 Novembre Nov 2016 1347 10 novembre 2016

Trump, il fattore “M” e la rivincita delle Barbie

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Le mogli dei presidenti sono importanti. Talmente importanti, che una di loro ha ritenuto di poter correre per la Casa Bianca, forte non solo e non tanto della propria esperienza politica sul campo, ma soprattutto di quella di ex First Lady del marito Bill Clinton. Eppure, ha fallito.

Il “fattore Moglie”, insomma, funziona quando la moglie è moglie, non quando si mette in proprio e vuole fare di testa sua, coltivando ambizioni di potere, senza averne peraltro il carisma.

Hillary conduce la sua battaglia elettorale mettendo al centro il tema della conquista femminile del potere, il segnale di un cambiamento storico, che deve apparire come un riscatto per tutte le donne del pianeta.

Trump, per tutta risposta, sfodera - tra moglie, figlie e nuore - un poker di femmine ariane alte, magre, bionde, bellissime, palestratissime, elegantissime, senza un filo di cellulite, impossibili da immaginare in pantofole mentre preparano il caffè, impossibile che mugugnino, che si lamentino di alcunché, che facciano scenate, che insomma scassino la minchia in qualsiasi modo ai loro uomini impegnati a fare soldi. Donne sorridenti, agiate,perfette e felici di essere americane, in una parola Barbie, la bambola che per decenni, a partire dal 1959, ha rappresentato per le bambine di tutto il mondo, l’ideale perfetto dell’american way of life al femminile.

Se in Hillary Clinton, più che una donna, gli americani hanno visto una nonna, le donne di Trump sono la realizzazione - in carne, ossa e abiti firmati - del mito della Barbie, mentre lui, con la sua chioma bionda, è un Ken invecchiato (ma il figlio più piccolo, Barron, già si capisce che ne diverrà un perfetto succedaneo).

Nel caso di Trump, il fattore M di moglie coincide con il fattore Melania, così come per Obama coincideva con Michelle, anche lei una First Lady importante, per la quale è già è partita una campagna per averla alla Casa Bianca nel 2020.

Fossi in Michelle, non ci conterei troppo. Il clan Trump ha tutte le caratteristiche per diventare protagonista di una presidenza da vivere come una serie tv, con le sue vicende familiari intricate, tradimenti, nascite e colpi di scena da gustarsi nel tinello di casa, nel Wisconsin, mentre Donald fa a pezzi il mondo reale, il nostro mondo.

Twitter @eli_grandi

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