Candid camera

16 Luglio Lug 2017 1207 16 luglio 2017

Dalle "fake news" alle "shake news"

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Si discute molto delle fake news, le bufale, le stronzate, insomma, che vengono immesse e propalate di post in post, fino ad acquisire lo status di notizie vere, generando poi conseguenze reali, come l’incomprensibile rivolta collettiva contro i vaccini antimorbillo.

Ma ultimamente, osserviamo una nuova categoria di informazioni che definirei shake news, quelle che fanno sentire il lettore dentro uno shaker, agitato e sballottato tra titoli che annunciano notizie contraddittorie un giorno per l’altro, lasciando una sensazione di stordimento e incredulità che finisce per estendersi a tutto.

Per esempio. Ventiquattro ore consecutive di articoli e servizi dei telegiornali sulla devastante povertà che affliggerebbe milioni di italiani, praticamente raddoppiata in un anno, bambini macilenti senza nulla da mangiare, con genitori disoccupati senza speranza o nonni che razzolano nella monnezza in un’Italia post-dickensiana che neanche nel dopoguerra.

La mattina seguente, i giornali annunciano in pompa magna che il Pil cresce più del previsto, lo dice la Banca d’Italia, lo conferma l’Europa e lo ribadiscono le agenzie di rating che ci ridanno fiducia. E Dickens? E la monnezza?

Evidentemente, da questo sontuoso Pil in crescita non sgocciola niente sui poveri in canna, mentre, ci fa sapere l’Istat, ci sono 300 mila famiglie – meno dell’1 per cento della popolazione – che possiede oltre il 20 per cento della ricchezza finanziaria italiana: milionate di euro contro milionate di miserabili che si fronteggiano sui giornali, senza incontrarsi nella realtà.

Le shake news ci confondono, mentre i barman del giornalismo agitano i loro shaker per servirci bevande stupefacenti in senso proprio: ci lasciano stupefatti e incapaci di trovare un bandolo di sintesi.

L’Italia va male, e tutti giù a rampognare, compresi i dirigenti pubblici con gli stipendi più alti del continente e i pensionati d’oro. Il debito pubblico sale vertiginosamente, alla faccia della spending review che, ormai si è capito, era proprio un fake, come hanno scoperto tutti i vari superesperti nominati per pianificare dei tagli, ottenendo solo il taglio della propria stessa nomina.

L’Italia va bene, meglio del previsto. E tutti a metterci il cappello: è merito nostro, sono le nostre politiche che ora producono gli effetti previsti, e comunque li produrranno in seguito, credete a noi.

Le uniche notizie di cui siamo certi, sono quelle che riguardano gli sbarchi dei migranti, che vediamo ammassati sulle navi, con i giubbotti di salvataggio e sguardi pieni di un dolore contro cui rimbalziamo, e quelle delle donne uccise dai loro uomini, al ritmo di più di una al giorno.

Queste sono piuttosto mistake news, notizie “sbagliate” nel senso che parlano di un mondo sbagliato, che non sappiamo come correggere.

Twitter @eli_grandi

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