Cave canem

9 Aprile Apr 2014 2200 09 aprile 2014

Pedemontana sarà come la Salerno-Reggio Calabria del Nord?

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Pedemontana, l'autostrada che collegherà Varese con Bergamo, per un totale di 157 Km, diventerà la nuova Salerno-Reggio Calabria del Nord? Quest'ultima, come gli italiani sanno fin troppo bene, è simbolo delle opere faraoniche unito allo spreco di denaro pubblico e malaffare.

Il parallelo tra l'autostrada del Nord e quella del Sud è solo una provocazione (si spera), ma il paragone tra le due opere non è del tutto infondato o un'idea campata per aria, purtroppo ci sono dei punti di contatto legati all'aumento dei costi dei lavori e la tempistica dei lavori.

SALERNO- REGGIO CALABRIA I cantieri per l'A 3, Salerno-Reggio Calabria, sono partiti nel lontano 1964 per costruire circa 433 km di strada. Attualmente sono fruibili 330 km, che rappresentano il 75% del tracciato. Sono stati spesi fino ad ora 7,4 miliardi di euro e sono necessari ancora 3,1 miliardi di euro per 13 interventi progettati o in corso di progettazione. La fine dei lavori era prevista per dicembre 2013 ma si va avanti ancora ( dati del sito Anas s.pa. aggiornati al dicembre2013 che gestisce i lavori)

PEDEMONTANA I lavori sono iniziati a inizio 2010 e finiranno nel 2020, a meno di intoppi. I cantieri aperti riguardano la variante Expo, le tratte a Nord di Milano e cioè la A, tra Cassano Magnago e Lomazzo(in provincia si Varese) e la B1 tra Lomazzo e Lentate sul Seveso.

Tuttavia a fine marzo è balzato agli onori delle cronache il problema delle risorse finanziarie per continuare i lavori. Dopo quattro anni di lavori ci sono già problemi finanziari.

Non solo problemi finanziari, ci sono anche le contestazioni. A livello locale ci sono molte associazione ambientaliste, tra cui Legambiente, che si oppongono all'opera e propongono di fermare i lavori a Lomazzo e innestare il traffico sull'autostrada Milano Laghi.

Il cantiere della Pedemontana di Solbiate Olona (Varese).

Ma qualcuno potrà pensare che gli ambientalisti sono i soliti che sanno dire solo di no a qualsiasi opera. Però sull'infrastruttura incombe lo spettro della diossina del disastro Icmesa del 1976 a Seveso. Qui i lavori prevedono l'ampliamento della strada Milano-Meda, che però ha il non trascurabile particolare di essere in una zona non bonificata dalla diossina. Se verrà fatta una bonifica i costi dell'infrastruttura sono destinati a lievitare considerevolmente. Proprio per questo motivo alcune associazioni ambientaliste insieme ai sindaci di Seveso e Desio hanno presentato, a metà gennaio di quest'anno, una diffida legale a Apl (autrostrada pedemontana s.p.a), regione Lombardia, Cal (concessioni autostradali lomabrde), Ministero delle Infrastrutture e dell'Ambiente, Arpa,osservatorio ambientale.

COSTI BENEFICI A tutte queste considerazioni andrebbe aggiunta quella sull'utilità di un'opera di cui si è iniziato a parlare a fine anni cinquanta e capire se sia veramente utile al tessuto economico della Lombardia. Insomma bisognerebbe capire da che parte pende la bilancia dei costi e dei benefici, per non ritrovarsi tra vent'anni a discutere di come finanziare la Pedemontana.

Le due opere sembrano avere i punti in comune di tutte le grandi infrastrutture fatte all'italiana: le risorse finanziarie, le proteste, tempi biblici, costi lievitati, e malaffare, come dimostra il recente scandalo di Infrastrutture Lombarde s.p.a

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