Cave canem

30 Aprile Apr 2014 2230 30 aprile 2014

L'insostenibile pesantezza dei colloqui di lavoro?

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Macinare colloqui per mesi interi è un vero e proprio lavoro che richiede nervi saldi. All'ansia, alle illusioni e alla preparazione che precedono un colloquio corrispondono la disillusione, la rabbia e il senso di vuoto al termine. Senza contare la delusione di amici e parenti che sperano che finalmente tu sia riuscita a farti assumere. Al di là delle delusioni, l'elemento che accomuna i vari tipi di colloqui è la sensazione di parlare di se stessi come di un estraneo. Descrive bene la sensazione la scrittrice Wislawa Szymborska, che ha dedicato proprio una poesia al modo di scrivere un curriculum:'Scrivi come se non parlassi mai con te stesso e ti evitassi'.

Tuttavia anche dopo averne macinati un'infinità resta sempre la sensazione di aver sbagliato qualcosa, di non aver detto abbastanza o troppo, insomma i dubbi si accalcano nel cervello e proseguono per giorni per inerzia, come se avessero vita propria. E dopo tante porte chiuse in faccia, dopo tante mail che ti scaricano con gentilezza ipocrita, la domanda peggiore, insensata, che solo in Italia ha una sua ragion d'essere, è :'perché anche io non ho un santo in paradiso ?'. Tra le tante tipologie di colloqui, alcuni rimangono più impressi di altri, forse anche per le domande assurde che ogni volta stupiscono.

HR I più tosti sono i colloqui delle aziende che hanno il compartimento HR, le tanto temute risorse umane. I recruiter sono programmati per mettere la gente in soggezione e con sguardo accigliato inseriscono il pilota automatico e vanno con le solite domande secondo un copione ben collaudato. Le domande più odiose sono quelle sui difetti e pregi, sulle quali battono il chiodo per minuti infiniti. Anche se la migliore è quella sulle capacità relazionali e il saper lavorare in team, alle quali voglio vedere quello che risponde: «si, sono socialmente disadattato e odio l'umanità».

ASSICURAZIONI Il mondo delle assicurazioni è l'unico che ripone molta importanza nell'abbigliamento. Già nel colloquio telefonico viene precisato di presentarsi con vestiti formali, tradotto giacca e cravatta per l'uomo e tacco12 per la donna. Infatti appena varcata la porta dell'ufficio uno capisce che aver messo scarpe basse potrebbe essere stato un fatale errore. Del resto vedere pertiche da un metro e ottanta bionde con tacco stratosferico fa pensare di essere capitati ad una sfilata di moda e di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.

GIOCHI ENIGMISTICI Prima del colloquio alcuni si divertono a sottoporre i candidati alla risoluzione di giochi logici, tipo settimana enigmistica. Altro che curriculum bisogna essere degli assi del rebus o del sudoku. Ovviamente non oso neanche immaginare che tipo di considerazioni i recruiter possano trarre da queste prove.

INGLESE I più diffidenti testano anche l'inglese con qualche domanda sugli hobby. E fa niente se chi ti fa le domanda parla un inglese pietoso e ha pure il coraggio di dire che ti manca un po' di fluency.

Dopo tutte le domande possibili immaginabili, neanche vale la pena di soffermarsi sui contratti e sulle retribuzioni offerte e le pacche sulle spalle di chi ti guarda come se fossi 'carne da macello'. L'unica cosa certa è che uno non impara mai a sostenere i colloqui, nonostante tutti i consigli che uno possa ricevere.

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