Cave canem

31 Luglio Lug 2014 1930 31 luglio 2014

Rivoluzione curvy

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Negli ultimi tempi case di moda e alcune riviste hanno riportato il tema della bellezza curvy sulla cresta dell'onda. Il calendario Pirelli 2015 con Candice Huffine può scatenare una vera e propria rivoluzione.

Nella moda la percezione del corpo della donna sta lentamente cambiando. Candice Huffine sarà la prima top model curvy a posare per il calendario Pirelli.

E in Italia come siamo messi? Tra una pubblicità e l'altra che danno consigli su come dimagrire, si inizia a parlare del tema. Da chiarire che curvy non è sinonimo di obeso, ma semplicemente avere linee un po' più morbide delle bellezze 'anoressiche' che sfilano in tv. Non è una campagna pro obesità, ma semplicemente non condannare come grasso chi è normopeso.

UNA VITA TUTTA CURVE Ad inizio aprile è uscito 'Una vita tutta curve', primo libro di Elisa d'Ospina, modella curvy, blogger, impegnata nelle campagne contro anoressia, bulimia e per l'adozione delle case di moda di modelli estetici più vicini alla realtà delle donne.

Certo un libro non fa primavera, ma almeno se ne parla e può nascere un modello positivo per le adolescenti, che non devono sentirsi emarginate o brutte se non hanno un fisico tonico e asciutto. Se si guardano i numeri, come fa notare d'Ospina, il 67% delle donne viene classificata come taglia forte perché porta dalla 44 in su. Chiunque avrà potuto constatare in prima persona che in molti negozi la taglia 44 è la massima. Oppure al taglio slim fit che a volte non entra nemmeno una gamba nel pantalone.

DALLA MODA ALLA TV Sbagliato pensare che l'anoressia sia solo fenomeno da 'donne'. Sono in aumento anche gli uomini che ne soffrono. Secondo una ricerca dell'università di Oxford a fronte di 1 donna su 250 che soffre di disturbi alimentari anche un uomo su 2000 ha gli stessi problemi.

Quindi si spera anche nella tv si possa diffondere la cultura curvy, che possa dare spazio anche a ragazze formose, come è successo per Elisa d'Ospina. Insomma l'auspicio è che non sia solo un caso isolato di modella che è riuscita a ritagliarsi uno spazio anche in televisione.

Questo libro insieme al documentario/libro Il corpo delle donne, di Lorella Zanardo, sul corpo femminile come oggetto sfruttato dai media, possono fare molto per cambiare la cultura del bel corpo come sinonimo di magro, emaciato. Soprattutto il loro lavoro di sensibilizzazione nelle scuole dell'obbligo può avere rsivolti positivi tra gli adolescenti nella percezione del loro corpo.

E qui entra in gioco il ruolo della tv pubblica, la Rai, che dovrebbe fare tesoro di questo lavoro senza rincorrere il modello delle tv private ed esserne la brutta copia.

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