Cave canem

17 Settembre Set 2014 1900 17 settembre 2014

Crisi carta stampata, con l'eccezione di chi prova a innovarsi

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È solo uno degli ultimi licenziamenti di massa che avviene nelle redazioni della carta stampata. L'editore del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung vuole tagliare fino a 200 posti nei prossimi tre anni. In Francia i dipendenti di Nice Matin hanno depositato al tribunale del commercio un'offerta per acquistare il giornale ed evitare i licenziamenti.

E poi c'è il caso dell'Unità che dal primo agosto non è più nelle edicole e c'è solo la versione online, gestita dai giornalisti in cassa integrazione. E di casi come questi se ne possono riportare quanti se vogliono, di qualsiasi paese.

Da una parte il costo della carta stampata, dall'altra il calo sensibile delle copie in edicola e la difficile integrazione tra carta stampata e online. I giornali solo online sono gratis e hanno il problema del difficile sostentamento con gli introiti della sola pubblicità. Quindi bisogna rassegnarsi alla crisi e pensare che i giornali spariranno o si può fare qualcosa?

Ecco alcuni casi di innovazione dei quotidiani.

GUARDIAN Il giornale britannico punta a formare una comunità di lettori che sostiene il giornale. Ci sono tre livelli: friend (gratis), Partner e Patron. Ad ogni livello corrispondo diversi prezzi e diversi servizi offerti al lettore.

FATTO QUOTIDIANO E LA STAMPA In Italia una strada simile al guardian, l'hanno intrapresa il Fatto e la Stampa. Il primo, già da tempo, ha introdotto l'utente sostenitore per un mese o un anno. L'utente può interagire con la redazione, proponendo inchieste, vedere e commentare una volta alla settimana la riunione di redazione, partecipare al blog degli utenti.

Invece la Stampa mira all'integrazione di versione online e carta stampata e ha introdotto la versione premium. Infatti sul sito ci sono tutti gli articoli della carta stampata, ma alcuni bisogna pagarli.

MÉDIAPART Médiapart è un giornale interamente online francese, senza finanziamenti statali, senza pubblicità e che riesce a creare ricavi. Fondato nel 2008 dal ex caporedattore di Le monde, Edwy Plenel. Come riportato sul Fatto Quotidiano del 3 settembre 2014, l'investimento iniziale è stato di 2,5 milioni di euro. Il fatturato del 2013 è stato di 6,8 milioni, in aumento del 14% rispetto al 2012. Quasi il 100 % dei ricavi proviene dagli abbonamenti e il resto dalla vendita dei libri editi dal gruppo editoriale. Tanto per dare un'idea a fine 2013 erano a quota 80 mila abbonamenti. I dipendenti sono una cinquantina, di cui 35 in redazione e una ventina freelance. E pure gli stipendi sono più che decenti: vanno dai 2.400 ai 6.800 lordi.

Insomma questa è la dimostrazione che si può fare del buon giornalismo indipendente, guadagnandoci e senza sfruttare nessuno. E in Italia quanto dobbiamo aspettare?

Tw @sala_cla