Cave canem

25 Novembre Nov 2014 1815 25 novembre 2014

L'astensionismo e l'impennata delle fiction

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Un seggio in Emilia Romagna.

L'astensionismo è il primo partito, i dati parlano chiaro. Il 62,3% in Emilia e 56,2% in Calabria hanno disertato le urne. Anche se in Italia alle elezioni hanno vinto tutti. Il Pd che le ha oggettivamente vinte, la Lega perché in Emilia doppia Forza Italia, il Movemento 5 stelle perché ha più voti del 2010.

Al di là dei commenti dei politici, l'altra faccia della medaglia dell'astensionismo è la crisi dei talk show, o meglio, l'ascesa delle fiction buoniste.

Crisi, disoccupazione, casi di corruzione un giorno sì e l'altro pure, la gente la sera si rifugia nelle fiction alla Che Dio ci aiuti, perché c'è un disperato bisogno di un happy end. Mentre nei salotti della tv ci sono politici che si insultano che propongono ricette che non risolvono nulla. E così i talk dimezzano ascolti e le fiction volano. Per dire, domenica scorsa il film Io e Marley su canale 5 ha battuto Report con il 13,6% contro il 8% di Raitre.

Oppure la fiction Che Dio ci aiuti su Raiuno oscilla tra il 24,8% e il 28,8% mentre Servizio Pubblico su La7 fatica ad arrivare al 5%, mentre solo due anni fa faceva più del 10%, per non parlare dell'ultima edizione di Annozero su Raidue al 20,59%.

La sensazione è che siamo intrappolati in una perenne campagna elettorale e alla fine è lecito chiedersi “ma quando si fa qualcosa?”. Insomma la paura è che il voto non serva a nulla. Perché votare, se Pd e Forza Italia fanno il patto del nazareno che resta segreto? Ormai non tiene più neanche il movimento 5 stelle come valvola di sfogo, perché i grillini sembrano si siano arenati. Quindi il senso di impotenza dilaga e il cittadino preferisce rifugiarsi, a torto o a ragione, nelle fiction buoniste che portano un po' di effimero ottimismo.

@sala_cla