Cave canem

31 Gennaio Gen 2015 1630 31 gennaio 2015

Italiano medio

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Regista, sceneggiatore, attore, Maccio Capatonda(famoso per la serie Mario su Mtv) si è giocato tutto con il suo film Italiano medio, prodotto da Medusa, uscito giovedì scorso. Rischioso portare il personaggio degli sketch o serie tv sul grande schermo perché può risultare noioso, anche se il botteghino l'ha premiato con 320 mila euro di incassi nella sola prima giornata, triplicando gli incassi di Notte al museo(96.624) e Unbroken (86.637).

La trama è semplice: Giulio Verme ecologista convinto vuole cambiare il mondo ma si scontra con una serie si personaggi che non lo comprendono. E quindi va incontro ad una crisi di identità.

Il film, apprezzato soprattutto dagli uomini, almeno nella sala le donne si contavano sulle dita di una mano, da metà in poi risulta un po' noioso. Il problema è che il perno del film è Giulio Verme alias Maccio Capatonda che e un po' battutaro e il suo nonsense ripetitivo. Il limite è quello di portare dei personaggi già conosciuti nella tv serie e nei finti trailer in un film di due ore.

D'altronde è un po' lo scoglio contro cui si scontrano tutti i comici che si buttano sui film. Per dire anche l'attore comico Antonio Albanese, con Tutto tutto niente niente è incorso nello stesso rischio. Però una sceneggiatura ben fatta, una buona caratterizzazione di tutti i personaggi evitano di rendere il film una sequela di sketch. Per esempio il trio Aldo, Giacomo e Giovanni per i primi film non ha interamente riciclato le battute degli sketch e si sono concentrati sulla storia, anche se alla lunga pure loro hanno stufato.

Di sicuro nell'Italiano medio le risate non mancano e anche gli spunti di riflessione sulla realtà, ma la serie tv e la radio sono essere più congeniali alla comicità incentrata sul paradosso e nonsense di Capatonda.

Tw @sala_cla

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