Chaise longue

20 Agosto Ago 2012 1005 20 agosto 2012

Una nuova funzione per un vecchio fabbricato. A Cervignano l’autorimessa per bus diventa Casa della Musica

  • ...

Il recupero architettonico è pratica diffusa. Anche se non ancora quanto necessiterebbe l’immenso patrimonio disseminato dall’estremo Nord all’estremo Sud. Non soltanto nelle grandi città. Ma anche in piccoli centri. Proprio come accaduto a Cervignano del Friuli, in provincia di Udine. Dove dal recupero di una ex rimessa per autobus da tempo in disuso è nata, nel maggio del 2011, una Casa della Musica. Il corpo edilizio con un proprio valore, in quanto parte della storia dell’architettura industriale del luogo, non poteva essere recuperato integralmente agli scopi originari. Quindi non solo un restauro strictu sensu che significasse il ripristino di un passato che non aveva più senso di esistere.

Così la cittadina, che necessitava di un contesto adatto allo svolgimento di concerti e altri intrattenimenti di pubblico interesse, ha visto nell’architettura storica un’occasione per realizzare un ulteriore esempio di quella rigenerazione urbana della quale tanto si parla, affidando agli architetti Gri e Zucchi (GEZA) il compito di ristabilire in chiave contemporanea l’antico legame tra l’architettura e la città. Ne è nato il “nuovo” edificio che ospita, su una superficie di 750 metri quadrati, spazi di aggregazione pubblica e ristoro, spazi per le prove e l'insegnamento della musica, per esposizioni, per spettacoli e conferenze, oltre a uno studio di registrazione.

L’idea progettuale, chiara. L'intervento si inserisce all'interno dell'edificato originario, sconvolgendone la morfologia originale, con l'utilizzo di elementi che permettono all'architettura di colmare il forte gap creatosi con il tessuto urbano. La struttura in mattoni dalla forma planimetrica molto allungata è stata conservata e riutilizzata per il sostegno della copertura, che è stata ricostruita secondo l’originario disegno a falde, ma con travi in legno a maggiore inclinazione, risultando dunque più alta. Mentre una nuova struttura indipendente in cemento armato ha reso possibile la configurazione del nuovo spazio interno, garantendo le necessarie prestazioni acustiche. Tale struttura è costituita al piano terra da quattro volumi che racchiudono le sale di prova, unici elementi chiusi e autonomi all'interno dello spazio a doppia altezza che costituisce il luogo centrale di incontro e relazione fra le persone. Il piano primo, in parte aperto verso lo spazio a doppia altezza di distribuzione, è occupato dalla sala polifunzionale da 100 posti.

Ma il nuovo non è circoscritto all’uso del cemento armato strutturale. L’aggiunta di acciaio e vetro ha permesso non solo di ridisegnare la vecchia rimessa per autobus, ma anche di “colorarla”. Facilitandone l’accettazione da parte della cittadinanza. Così il nero impatto dell’acciaio che incornicia i cinque bow window della facciata settentrionale è stato mitigato dallo sfondo della muratura storica. Così oltre i vetri del prospetto, sorprende la visione del calcestruzzo a vista dei divisori interni, della scala e della soletta del primo piano sotto un tetto a falde che porta ancora i coppi recuperati dalla copertura originale. Un'autorimessa per autobus diviene, contemporaneamente, un tema progettuale e tecnologico, ma anche l’occasione per sottolineare il valore poetico dell'intervento. Il nuovo edificio nasce all'interno di quello esistente contenendo in sé tutte le soluzioni necessarie. Esso non tocca la vecchia struttura, che rimane visibile e acquista valore dal nuovo confronto. Un tema ricorrente, non sempre compreso appieno, nel rispetto del vecchio/antico, che a Cervignano è stato svolto alla perfezione. Anzi esaltandolo.

Correlati