Chaise longue

18 Ottobre Ott 2012 2236 18 ottobre 2012

Al Maxxi, Le Corbusier e Roma

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“Roma è un bazar dove si vende di tutto. C’è ogni cosa della quotidianità di un popolo, … A Roma le brutture sono legione”. Così appariva la Città al giovane Le Corbusier. Troppa la “caciara” per le vie, per le piazze che visita. Quando la visitò per la prima volta nell’ottobre del 1911, provenendo da Napoli (e Paestum). Impiegando quattro ore e 5 minuti.

A cinque anni dal convegno che celebrò un secolo dal primo viaggio in Italia dell’architetto svizzero-francese, al Maxxi il 18 ottobre si è inaugurata una grande mostra sul rapporto con il Bel Paese del geniale progettista. Un’occasione per osservare Roma attraverso le lenti di uno dei padri del Movimento Moderno. Forse anche di più. Scrutare da posizione privilegiata la crescita della Città in un ambito cronologico cruciale.

Dai suoi sintetici pensieri, dai suoi schizzi, traspare la sua ammirazione nei confronti della classicità. Risalta la sua meraviglia di fronte a straordinarie realizzazioni architettoniche. Dal Pantheon a San Pietro. Dal complesso dei Fori alle basiliche di S. Maria in Cosmedin, S. Maria Maggiore. Fino alla Farnesina e Villa Lante. Con la significativa omissione del Colosseo.

Il disordine di Roma gli suscita insofferenza. Al punto che nel suo celebre “Verso un’Architettura”, del 1923, mette addirittura in contrapposizione la Città con Venezia. “Roma è un’accozzaglia di stili senza ordine” scrive in uno dei suoi taccuini. E  ancora, “Roma antica si schiacciava sui muri sempre troppo stretti, quella del Rinascimento ebbe slanci pomposi, disseminati ai quattro angoli della città”. Il sovrapporsi, non regolato, di edifici di età differenti, un mix che, forse, non padroneggiando in pieno, gli provocavano quasi fastidio. Molto meglio, a suo giudizio,  Villa Adriana, organismo complesso nella sua articolazione planimetrica, ma “ordinato”.

Le Corbusier ritorna una seconda volta a Roma, nel 1921 e poi nel 1934. Con l’intenzione di fare una città di fondazione, Pontinia, ed il Palazzo del Littorio, del quale ha preparato un progetto. Opere mai realizzate. Legame mai stretto. Come sancirono le altre quattro volte nelle quali tornò in Italia, nel dopoguerra.

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