Chaise longue

29 Ottobre Ott 2012 1531 29 ottobre 2012

Chengdu, la città dei Panda diventa Museo d’arte contemporanea

  • ...

In Italia i Musei chiudono. Oppure sopravvivono. Soffocati da costi che la tremebonda macchina statale non è in grado di assicurare. Mentre l’opzione dell’intervento privato è ancora osservato, da molti, con sospetto. Così gli allestimenti non rispondono, spesso, alle esigenze richieste. Le collezioni esposte continuano ad essere parte esigua rispetto alle proprietà di Musei piccoli e grandi.

Non è ovunque così. Lo sappiamo. Altrove i Musei sono motore “reale”. Non solo nella “colta” Europa, dove si ampliano il Louvre con la realizzazione della nuova ala islamica progettata da Mario Bellini, oppure (ad Amsterdam) lo Stedelijk Museum con la cosiddetta “Vasca da bagno” su progetto dello studio Benthem Crouwel. Senza contare l’ampliamento londinese del museo che fu la casa della collezionista Stewart Gardner, realizzato da Renzo Piano.

Ma anche Asia. Il caso che fa più notizia è quello di Chengdu, città della Cina sud-occidentale  e capitale della provincia del Sichuan. Patria del panda gigante. Che vive in una importante riserva  naturale poco fuori la città, il Chendgdu Panda Base. Soprattutto, centro economico tra i più importanti del Paese, potendo contare sul suo ruolo di punto di snodo per i trasporti e le comunicazioni.  Una Città  che con i suoi dieci milioni abitanti è la quinta più popolosa della Cina dopo Shangai, Pechino, Canton e Tianijn. Una città in piena espansione demografica che vanta un tasso di crescita (15%) doppio rispetto al resto del Paese. Ma anche l’Eldorado degli investitori stranieri con le sue fabbriche di auto, aerei e iPad. Fin’ora nota, anche ai turisti, per il monte Qingcheng, l’opera idrica Dujiangyan, il Tempio del Duca di Wu e la Capanna di paglia di Du Fu. Per luoghi di cultura come il Sichuan Museum, il Sichuan Science and Technology Museum

Ed è qui che sorgerà, secondo le previsioni nella primavera del 2013, Il Chengdu Contemporary Art Centre, progettato da Zaha Hadid Architects.  Che sembra riutilizzare, interpretandole in chiave originale, le esperienze nella progettazione di analoghe strutture. Come il Maxxi di Roma, ma anche il Guggenheim Hermitage Museum di Vilnius. Più che non il Broad Art Museum di Michigan.

Quello di Chendgdu un edificio record, di quasi 1,5 milioni di metri quadrati. Disegnato, cercando di creare una sorta continuità con il paesaggio. Con una geometria aereodinamica e flessibile che ne caratterizza le linee. Un progetto per la cui realizzazione sono state utilizzate le tecnologie più avanzate in ambito architettonico ed ingegneristico. Con la sua altezza di 70 metri, la forma ondulata, l'edificio ha un proprio profilo distintivo all'interno di un gruppo emergente di altri edifici, più alti. Contrasta i grattacieli vicini, con la struttura allungata  di 470 metri, che  corre quasi parallela alla Tianfu Avenue

Nei vastissimi spazi interni, l’architettura ha voluto creare tre distinte aree, nelle quali sono anche due grandi alberghi a 5 stelle, ristoranti, bar e negozi. Oltre al Museo vero e proprio, composto da tre sale. La più grande, un teatro multifunzionale, che potrà ospitare fino a 2.000 persone. La seconda, un teatro lirico e di eventi musicali, con una disposizione ad accogliere fino a 870 persone. La terza, un music-hall. Un centro espositivo flessibile di circa 10000 metri quadrati al piano terra. Naturalmente, il museo d'arte di circa 15.000 metri quadrati.

Le linee esterne che sembrano riferirsi più ad un oggetto di design che ad una struttura urbanistica, si tramutano all’interno in spazi assolutamente funzionali. Insomma l’edificio risponde pienamente alle esigenze polifunzionali che è chiamato ad assolvere. Quello che almeno per dimensioni sembra costituire l’ennesimo eccesso di un Paese nel quale il fuori scala è il modello, promette molto. Speriamo non tradisca le attese.

Correlati