Chaise longue

27 Novembre Nov 2012 1615 27 novembre 2012

Alle porte di Prato l’housing sociale è giovane

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Tavola, borgo lineare che lega Prato a Poggio a Caiano. Con specifiche peculiarità morfo-idrografiche. Territorio pianeggiante tra i fiumi Bisenzio e Ombrone con un’importante rete idrografica di canali. Un’organizzazione idrica alla quale si debbono frequenti esondazioni e la possibilità di un innalzamento del livello di falda che impongono un vincolo idrogeologico di inedificabilità/inabitabilità fino all’altezza di 170 cm.

Dopo 13 anni di intralci burocratici vedono la luce i cinquanta alloggi progettati dallo studio di architetti toscani Elisa Palazzo e Bruno Pelucca (studio studio architettiurbanisti). Vincitori, nel 1999 di un concorso di idee. Il progetto, che si inserisce in un programma di edilizia sovvenzionato dalla Regione Toscana, a prima vista, non sembra scostarsi di molto da quel social housing che molte amministrazioni, soprattutto di grandi centri urbani, sostengono strenuamente. Ma basta osservare con attenzione quel piccolo villaggio, per cambiare idea. Partendo dai criteri di selezione, dai requisiti. Per avere diritto di residenza nel villaggio per giovani coppie di Tavola, bisogna avere meno di 35 anni ed essere sposati da meno di due. Oppure progettare di sposarsi entro l’anno. Consegnate tutte e cinquanta le residenze, delle quali quindici a famiglie straniere. C’è poi l’architettura. Tutt’altro che da casa popolare. A dispetto dei costi, contenuti. Considerando la spesa complessiva di 3,8 milioni di euro. Per 780 euro/mq. Con un canone che oscilla tra i 12 e i 250 euro al mese. Eppure il risultato è eccellente, formalmente. Ma anche sostanzialmente. L’impianto proposto per i due interventi realizzati da Edilizia Pubblica Pratese è formato da sei edifici a ballatoio lunghi circa sessanta metri e disposti a pettine secondo le direzioni suggerite dalla rete idrografica esistente così da mitigare il rigido orientamento nord-sud del lotto predefinito dal Piano di Zona.

Il progetto dell’impianto si fonda sul riconoscimento della forma del territorio. Riproponendo regole insediative latenti ma consolidate. Che recuperano la capacità strutturante del tracciato regolatore e il suo valore paesaggistico.

Il segno distintivo è costituito da un grande muro di pietra a secco che chiude il progetto a nord-ovest e segna il limite tra la zona artigianale e la nuova area residenziale. E’ al tempo stesso l’elemento unificante e, attraverso una serie di percorsi pedonali accessibili, quel che consente la distribuzione degli alloggi alla quota del primo piano.

La struttura del muro, caratterizzata da gabbionate metalliche riempite di pietra calcarea locale, rimanda alle opere idrauliche. Evocando un argine rimanda all’origine alluvionale della Piana che ospita il nuovo comparto residenziale.

Il ruolo ordinatore ed infrastrutturale del “muro”, oltre a quello di limite con gli adiacenti fabbricati artigianali, si esplicita in maniera palese nella sua funzione distributiva dei singoli alloggi.

Che in quasi tutti i casi sono dei duplex. Con superficie variabile da 48 a 65 mq. Fatta eccezione per alcuni appartamenti riservati ad anziani e disabili. Tutte le case si articolano in un doppio volume con uno spazio coperto al piano terreno che potrà essere usato come posto auto o spazio per attività al coperto.

Un percorso pedonale interno, caratterizzato da una serie di piccoli spazi pubblici attrezzati, attraversa il lotto in senso longitudinale. Il verde condominiale del comparto è concentrato tra gli edifici a nord e lungo la strada principale parallela al “muro”. Il percorso unisce i diversi interventi di edilizia sovvenzionata e collega via Borchi a nord del lotto con l’interno dell’isolato residenziale a sud.

Un villaggio per giovani coppie nel quale la qualità architettonica è più che salvaguardata. Nel rispetto del territorio circostante. Dei suoi caratteri storici. Come esplicita il muro in pietra rimando tutt’altro che episodico ai volumi edilizi del centro storico di Prato e alle antiche mura che lo circondano.

Nel complesso un esempio da riproporre. Ovunque le Amministrazioni vorranno invertire davvero la rotta.



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