Cime contenziose

21 Febbraio Feb 2012 1057 21 febbraio 2012

Studio di strada e soci di capitale

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Mentre il governo di Mario Monti tenta di accelerare l’attuazione delle liberalizzazioni in Italia, tra gli studi legali c’è già chi medita sull’opportunità di darsi un’organizzazione societaria e, magari, aprire anche a un’azionista di solo capitale.
Si tratta di Al – Assistenza legale, l’associazione (nata con il nome Alt, nel 2008) diventata nota per aver costituito la prima rete di studi legali “su strada” in Italia.
Negli ultimi giorni del governo Berlusconi, fra le misure messe in pista per stimolare la ripresa della crescita nel Paese, ed inserite nel maxi emendamento alla legge di Stabilità, c’è stata una norma che consentirà ai professionisti e in particolare agli avvocati di costituirsi in società anche con soci di puro capitale.
L’INTERESSE DI OPERATORI STRANIERI. La notizia è arrivata mentre i fondatori di Al, gli avvocati Cristiano Cominotto e Francesca Passerini (appena premiati come migliori managing partner europei 2011, da Legal Week), stavano mettendo a punto il progetto per la costituzione di una divisione business del loro network legale.
«Il nostro progetto», dice Cominotto a Economiaweb.it, «è di strutturare l’area business in un’associazione professionale. Ma dopo l’approvazione della legge di stabilità stiamo aspettando di conoscere il contenuto dei regolamenti attuativi della norma sulle società di capitali». Al business, infatti, potrebbe strutturarsi come società professionale ed essere la prima struttura italiana con dei soci di capitale.
Ci sono già state manifestazioni d’interesse. «Abbiamo riscontrato un grosso interesse all’estero», afferma Cominotto, «in particolar modo tra operatori del settore legale interessati a fare accordi con noi».
NON SOLO PICCOLE E MEDIE IMPRESE. Il progetto degli studi legali su strada, da cui Al è partito, si è strutturato come una sorta di franchising legale. I 18 studi che fanno parte di Al sono indipendenti l’uno dall’altro, con conti economici separati e gestioni autonome. Allo stesso tempo, però, condividono il marchio, le iniziative di marketing e l’approccio di servizio.
La divisione business, invece, si costituirà come un solo studio legale e non opererà  in locali a livello strada (come fa Al, con tanto di vetrine e decalcomanie che illustrano i servizi offerti). «Il mercato di riferimento», sottolinea Cominotto, «sarà non solo quello della piccola e media impresa (Pmi). Vogliamo intercettare i mandati di soggetti più grandi soprattutto in relazione a servizi e mandati non strategici».
Insomma, mega operazioni a parte, le grandi imprese hanno bisogno di assistenza nell’attività ordinaria  e nelle piccole attività commerciali, finanziarie e immobiliari. «È qui che ci vogliamo inserire», afferma Cominotto, «perchè possiamo essere competitivi rispetto agli studi d’affari tradizionali».
COMPETIZIONE TARIFFARIA. Una competitività che si giocherà su parcelle più leggere. Ma più che su tariffe fortemente scontate, precisa Cominotto, «punteremo sulla creazione di una organizzazione con una struttura di costi contenuta». Al business, che sarà organizzato in 12 dipartimenti (che copriranno dal diritto ambientale a quello tributario) avrà la forma dello «studio diffuso», privo di una sede unica ma spalmato su tanti uffici che altro non saranno che gli studi, già esistenti, degli avvocati che aderiranno al progetto.
Il tutto dovrebbe partire nei primi mesi del 2012, appena lo statuto sarà stato approvato dai nuovi soci.

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