Cime contenziose

21 Aprile Apr 2012 1047 21 aprile 2012

Toghe e cartellino: avvocati dipendenti

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La guerra dichiarata dal governo Monti alle finte partite Iva fa tremare gli avvocati. E in particolare i grandi studi legali. Quelli che contano centinaia di professionisti ma che hanno, solitamente, solo poche decine di soci.
Nella complicata organizzazione di queste strutture, che solitamente sono costituite in forma di associazione professionale (le stp, società tra professionisti in Italia sono solo una quarantina) esistono due categorie di avvocati: i partner, soci dell’associazione e detentori di una fetta di “equity” dello studio; e i collaboratori, detti sempre più spesso “associate”, all’inglese.
4.200 AVVOCATI-DIPENDENTI NEI PRIMI 100 STUDI ITALIANI. I collaboratori,  nei primi 100 studi legali d’affari italiani, sono circa 4.200. Un vero esercito di avvocati dipendenti da un unico, importante cliente: lo studio per il quale lavorano.
Le norme contenute nella riforma del mercato del lavoro elaborata dal governo e in particolare dal ministro del Welfare, Elsa Fornero

  Riforma_mercato_lavoro.pdf (298,4 KiB, 147 download)

potrebbero mettere in crisi il sistema su cui si sono retti gli studi legali associati fino a oggi contribuendo a far emergere quella particolare forma di lavoro dipendente definibile come «collaborazione professionale» che, peraltro, ha già ottenuto un riconoscimento indiretto dalla sezione Tributaria della Corte di Cassazione con la sentenza 18973/2009.
LA GUIDA ORGANIZZATIVA DELLO STUDIO BONELLI EREDE.Le carte relative a una controversia (legata a ragioni di carattere sentimentale) sorta tra un consulente e una collaboratrice dello studio Bonelli Erede Pappalardo, hanno recentemente rivelato alcuni dei tratti caratteristici di questa tipologia di rapporti di lavoro.

Le regole alla base del rapporto di lavoro.

Nell’esposto presentato al Comitato Pari opportunità del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano dall’avvocato della ex collaboratrice dello studio Bonelli Erede Pappalardo (che con i suoi circa 300 avvocati e 130 milioni di fatturato è il primo studio legale d’Italia) si fa riferimento alla “Guida organizzativa normativa” datata settembre 2003 che illustra e regola il rapporto di lavoro tra associate e studio legale.
LE PRIME 99 FATTURE SONO DELLO STUDIO LEGALE. Stando a quanto riportato nell’esposto, la Guida disciplina tutto. I collaboratori hanno diritto a 4 settimane di vacanze retribuite per ogni anno pieno di collaborazione e con un massimo di 3 settimane consecutive. Le vacanze vanno concordate e comunicate per tempo. Mentre in caso di matrimonio, i collaboratori hanno diritto a 2 settimane aggiuntive. In caso di malattia, l’avvocato collaboratore avrà diritto a tre mesi (consecutivi o frazionati nell’anno) di assenza retribuita dal lavoro. Tre mesi anche in caso di maternità, oltre un periodo di assenza non retribuita, sempre da concordare con il proprio responsabile.
Il rapporto di collaborazione con questi studi è prtaicamente esclusivo. Nel caso di Bonelli Erede Pappalardo, per esempio, viene stabilito che solo previa autorizzazione, i collaboratori possono emettere fatture a carico di soggetti terzi e che, in ogni caso, le prime 99 fatture del professionista sono riservate allo studio.
COMPENSI D’ORO MA NESSUN ONERE FORMALE.Questi accordi (in Bonelli Erede Pappalardo così come in moltissimi altri studi legali) rappresentano una sorta di patto fra le parti a cui i collaboratori decidono volontariamente se sottostare oppure no. La contropartita legata all’accettazione di questi vincoli di subordinazione, nei grandi studi legali d’affari, è spesso rappresentata da compensi sopra la media e tutta una serie di benefit.
Secondo i dati della cassa forense, il reddito medio di un avvocato italiano oscilla tra i 45mila e i 50mila euro l’anno. Per restare all’esempio di Bonelli Erede Pappalardo, 45mila euro sono la retribuzione di associate al suo primo anno di attività nello studio. Dopo 10 anni, invece, questo compenso arriva fino a 200mila euro.

Ci sono anche i bonus e un laptop come benefit.

La somma viene corrisposta in forma di compenso mensile nella misura di un dodicesimo. Inoltre, gli avvocati collaboratori percepiscono anche dei bonus legati all’andamento della loro attività oltre a dei benefit. Nel caso dello studio Bonelli Erede, tutti i professionisti ricevono un laptop e sono dotati di Balckberry.
Inutile dire che sono decisamente poche le professioni che consentono a un dipendente di vedere aumentare il proprio reddito del 340% in 10 anni, ovvero di un terzo ogni anno.
Va detto, però, che questo tipo di gestione è resa possibile anche dal fatto che gli studi legali non devono sostenere alcun tipo di onere previdenziale.
Ecco perché se la stretta sulle finte partite Iva dovesse prendere di mira anche  le associazioni professionali, per molti avvocati finirebbero i tempi d’oro.

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