Cime contenziose

10 Maggio Mag 2012 1042 10 maggio 2012

Impregilo, Erede piglia tutto

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Non è la prima volta che qualcuno ha da ridire sui potenziali conflitti d’interesse in cui opera lo studio Bonelli Erede Pappalardo, il più grande (oltre 300 avvocati) e ricco (più di 130 milioni di fatturato) studio legale d’affari italiano.
Tuttavia, il caso di Impregilo e dell’assistenza che i legali Sergio Erede e Roberto Cera stanno fornendo a Salini, sembra davvero uno di quelli più clamorosi.
LA BATTUTA DI PONZELLINI. Il primo a far notare l’estrema “mobilità” dello studio milanese è stato il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini, durante l’ultima assemblea del general contractor oggetto, da mesi, di una “guerra” tra due grandi azionisti: i gavio e i salini, per l’appunto.
Erede e il suo socio Cera, che rappresentano il gruppo di costruttori romani, dopo aver contestato alcune voci di bilancio, hanno chiesto conto di quali elementi avessero indotto la società a trattare in un certo modo la posta relativa al Progetto Rsu Campania. Interrogato, Ponzellini non si è lasciato sfuggire l’occasione ghiotta per rimarcare che gli avvocati dovevano essere già a conoscenza della risposta visto che era stato proprio lo studio Bonelli Erede Pappalardo a occuparsi delle vicende campane.
AZIONISTI “DI PARTE”. Ma si sa come vanno certe cose. In un Paese piccolo come l’Italia è “facile” che uno studio grande, come quello fondato da Erede nel 1999, si trovi oggi di qui e domani di là.
Ma nel caso in questione c’è un secondo elemento che lascia perplesso chi osserva la situazione. Erede, quanto il suo collega Cera, infatti, risulterebbero anche azionisti di Impregilo. Il primo ha in portafoglio 100 titoli, il secondo, invece, ne ha 1.000. Insomma,
l’accorato incalzare il board della società di grandi costruzioni su strategie e poste di bilancio potrebbe dipendere tanto dalla necessità di rappresentare e tutelare gli interessi del cliente romano, quanto da quella di tutelare i propri investimenti.
Quanto a Cera, poi, risulta essere anche consigliere indipendente di Salini (lo era già di Atlantia che fino a febbraio era uno dei grandi azionisti del general contractoe e che poi ha venduto a Gavio, il grande rivale di Salini, la propria quota), ovvero della società per conto della quale sta agendo assieme a Sergio Erede.
DAI CONSIGLI AL CONSIGLIO. I passaggi dal ruolo di consulente legale a quello di consigliere (indipendente) nei board delle società clienti non sono cosa rara. E nel caso dello studio Bonelli Erede Pappalardo si contano parecchi precedenti. Proprio Sergio Erede, che di poltrone è un vero collezionista (è nei cda di Luxottica, Interpump, L’Espresso, Bnl, Marzotto, Manetti & Roberts, Manuli Rubber, Sintonia, Aon Italia), recentemente è entrato nel consiglio di Brioni dopo aver assistito i francesi di Ppr nell’acquisizione della prestigiosa casa di moda. In precedenza, Erede era stato cooptato anche per il board di Prysmian, che aveva assistito in occasione dell’acquisizione dell’olandese Draka. Tuttavia, in quell’occasione, l’avvocato decise di rinunciare all’investitura a causa della recente condanna subita in primo grado nell’ambito del processo sul crac Parmalat: un anno e sei mesi che poi sono stati ridotti a un anno in secondo grado e contro cui, comunque, l’avvocato ha annunicato ricorso in Cassazione.

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