Cime contenziose

31 Maggio Mag 2012 1711 31 maggio 2012

Il Vaticano molla Gotti Tedeschi ma non Gianni Origoni

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Tra le stanze dorate del palazzo dei principi del Drago e quelle del Vaticano la comunicazione sembra non essersi interrotta dopo la cacciata di Ettore Gotti Tedeschi dalla presidenza dello Ior, la cosiddetta banca vaticana.
Nelle prime, lavorano gli avvocati dello studio Gianni Origoni Grippo Cappelli. Uno degli studi più noti e ricchi d'Italia che, nel 2011, nonostante la crisi più nera che si sia mai vista nel mercato della consulenza d'affari, è riuscito per la prima volta, a superare la soglia dei 100 milioni di fatturato.
Merito anche della parcella staccata oltretevere per l'assistenza fornita, proprio a Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior, nell'ambito dell'operazione di ristrutturazione della Fondazione San Raffaele.

Francesco Gianni



Ai tempi, nei corridoi del mercato legale, si sentiva mormorare che quel mandato era legato alle buone relazioni tra il fondatore dello studio Gianni e le alte sfere vaticane: non è un caso, dicevano i rumours, che tra i consulenti in materia bancaria che lavorano da Gianni Origoni ci sia anche il figlio di Gotti Tedeschi.
Quando si è appreso della fine dell'idillio tra Bertone e Gotti Tedeschi, in molti si aspettavano anche la fine dei rapporti tra lo studio e la Santa Sede.
E così, per frenare i facili entusiasmi di qualche concorrente, qualche partner ha sussurrato al Corriere della Sera la notizia che lo studio sta assistendo il Vaticano, assolutamente pro bono (o in questo caso si potrebbe dire gratis et amore Dei) sulle questioni legali relative all'organizzazione del VII Incontro mondiale delle famiglie, che si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno. Vero. Ma è anche vero che si tratta di un lavoro cominciato quasi un anno fa, quando Gotti Tedeschi era ancora ben saldo al suo posto. La prova che nulla è cambiato, si avrà al prossimo giro. Quando non ci sarà da lavorare gratis.

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