Cime contenziose

26 Ottobre Ott 2012 1242 26 ottobre 2012

Gli avvocati contro Vespa non accettano alcuna mediazione

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Augusta Iannini e Bruno Vespa



Avvocati furiosi con il Bruno nazionale. Vespa, nel corso della puntata di Porta a Porta dello scorso 24 ottobre, ha fatto una chiosa sulla bocciatura dell'obbligo di mediazione decisa dalla Corte Costituzionale che non è affatto piaciuta alle toghe italiane.
Cosa ha detto di così grave il giornalista, patron di uno dei salotti televisivi più seguiti del Paese?

Vespa, a un certo punto della trasmissione se ne è uscito con questa frase: «Oggi la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la mediazione obbligatoria: benissimo, la mediazione obbligatoria serviva ed era già servita l’anno scorso - dati del Ministro Severino all’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario - a far scendere i processi civili. Ne abbiamo, credo, tredici milioni tra penali e civili di processi in Italia: è stata dichiarata incostituzionale e non ne farete un’altra perché gli avvocati ve lo impediranno».

Quel «ve lo impediranno» era rivolto ai politici ospiti della serata. Tutte donne: le responsabili della campagna elettorale di Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani, Simona Bonafè e Alessandra Moretti  e le deputate del Pdl Giorgia Meloni e Beatrice Lorenzin.

Ma poi, il sor Bruno s'è lasciato andare a commenti un po' pesanti.
La trascrizione viene così: «Gli avvocati guadagnano sui processi lunghi: se dura 10 anni. Io ho risolto una causa di mediazione, quando non era ancora obbligatoria: due sedute due! Se ci facevo causa durava 10 anni, ma il Parlamento …… la lobby degli avvocati …. Ma possiamo andare avanti così, con le lobby? E gli avvocati, i giornalisti, i farmacisti, i notai….. E che cavolo!».

Non c'è che dire, la passione di Vespa per l'argomento è sembrata sincera. E la preoccupazione per l'annoso problema dei processi troppo lunghi lo ha spinto ai limiti della partigianeria. Cosa del tutto inusuale per un giornalista notoriamente obiettivo e moderato.

Ma la reazione degli avvocati, tacciati di speculare sulla innata litigiosità delle italiche genti, ha messo l'accento anche su un potenziale conflitto di interesse.
Vespa, infatti, è sposato ad Augusta Iannilli. Chi è costei? Lo ha spiegato la presidente dell'Associazione nazionale forense (Anf), Ester Perifano: «La moglie del giornalista, Augusta Iannini, è stata, come dirigente del ministero di giustizia, tra i principali fautori dell'approvazione della normativa» bocciata dalla Consulta.

Non a caso, proprio Perifano, il 24 ottobre su Twitter ha dedicato alla signora Vespa il suo primo pensiero, una volta appresa la notizia: «Desidero rivolgere il mio affettuoso pensiero alla dott.ssa Iannini in Vespa, alla quale va il mio più sentito apprezzamento (sic!) per l'opera (im)meritoria svolta quando era capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia».

Chissà, forse il Vespa Bruno si è sentito in dovere di difendere, in qualche modo, anche l'operato della sua dolce metà. Del resto, già nel 2010, il giornalista aveva toccato l'argomento in una puntata andata in onda il 20 dicembre.
All'epoca, persino il Consiglio nazionale forense si mosse per "stigmatizzare" toni e concetti espressi: «Le dichiarazioni del conduttore Vespa sulle qualità della mediazione e sui presunti doppi fini della contrarietà dell’avvocatura sono apodittiche e non realistiche. Si tratta di uno spot improprio a favore di una legge che presenta più aspetti problematici in ordine alla effettiva tutela dei diritti dei cittadini».

E stavolta? Sulla pagina Facebook dell'Anf, la Perifano ha appena annunciato: «Esposto in partenza!!!»

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