Cime contenziose

24 Novembre Nov 2012 0207 24 novembre 2012

Gattai e Grimaldi si dicono addio "tra le righe"

  • ...



La comunicazione e gli avvocati d'affari continuano a rivelarsi un tema interessante. E a tratti sorprendente.
Come parlano gli avvocati "che non parlano", o non dovrebbero parlare, per ragioni di presunta eleganza o di supposta correttezza o di pretesa etica?
In mille modi.
La vicenda Gattai-Grimaldi ci ha offerto un nuovo caso di studio.
Per quanto ne sappiamo, ad oggi, 23 novembre 2012, Bruno Gattai è ancora un socio dello studio Grimaldi. E non un partner qualunque. Il managing partner.
Tuttavia, da un paio di giorni, in maniera ufficiale e in maniera ufficiosa, circolano notizie di stampa relative a operazioni che lo vedono coinvolto come consulente.
La cosa strana è che in queste note, si parla di Gattai ma non di Grimaldi.
Prima per l'assistenza fornita a P&M partners nelll'acquisizione di Monviso. Poi per l'assistenza data alla famiglia Tabacchi nella cessione del 40% di Salmoiraghi & Viganò, operazione che ancora non è stata ufficializzata dalle parti (Luxottica il 22 novembre ha risposto con un secco "no comment" ai rumors di mercato).
Il messaggio, nemmeno troppo recondito, è in sostanza: questo è lavoro dell'avvocato Gattai non dello studio Grimaldi.
Una comunicazione "strategica" tantopiù perché arriva alla vigilia della separazione tra il socio e lo studio. La vicenda, finora, non è stata ufficializzata. Addirittura nello studio c'è persino chi sostiene che le cosa non siano ancora state definite. E che i tempi non siano ancora certi.
Ma i fatti sono più che chiari. C'è solo da capire quando (la tesi più accreditata è fine 2012) e come (ovvero con quanti colleghi, anche se nello studio si parla solo di local partner) Gattai lascerà Grimaldi.
Ma di fatto, tra il socio e la sua boutique, l'addio è stato già pronunciato. Tra le righe di una nota stampa.

Correlati