Cime contenziose

22 Dicembre Dic 2012 1022 22 dicembre 2012

I cinque pilastri (o cinque autogol) della riforma forense

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Il 21 dicembre 2012, l'avvocatura italiana ha avuto il suo regalo di Natale. Il Senato ha dato il via libera definitivo alla riforma della professione forense.
Nel quadro normativo italiano, dunque, gli avvocati avranno una legge professionale ad hoc, mentre per tutte le altre categorie varranno le norme d'ispirazione più liberale approvate la scorsa estate.
Ma a ben guardare il successo che i vertici istituzionali della categoria rivendicano non è così esaltante. Nella sostanza, questa normativa, lascia le cose così com'erano. Per certi versi, a mio parere, peggiorandole un po'.

Ecco i cosiddetti 5 "pilastri" della legge. E i loro punti deboli.

CONSULENZA RISERVATA: MA COME GARANTIRLA?
Il disegno di legge prevede una competenza esclusiva degli avvocati per quanto riguarda l'attività di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale, a patto che sia svolta in maniera continuativa, sistematica e in forma organizzata. Ora, questo che sembra un successo epocale, visto che dovrebbe garantire un'esclusiva alle toghe sullo sconfinato mercato dell'advise, in realtà sembra una vera e propria vittoria di Pirro. Come si fa a fare rispettare questa esclusiva? Concretamente, si ritiene possibile riuscire a depurare dall'attività di migliaia di società di servizi quelle funzioni di consulenza legale? E come si definiscono? Quali sono i loro limiti?

PREVENTIVI SI MA SOLO SU RICHIESTA
Sparisce lo spauracchio del preventivo obbligatorio, che va ora fatto solo su richiesta del cliente, mentre torna, in parte,l'invocato divieto del patto di quota lite. I parametri, emanati ogni due anni, potranno essere utilizzati anche come criterio orientativo nel rapporto con il proprio assistito. Insomma, un cittadino che per sua sventura non fosse al corrente del diritto di poter chiedere un preventivo all'avvocato è escluso dal beneficio introdotto dalla legge. Inoltre, essendo stato abbondantemente ammorbidito l'obbligo, l'avvocato non avrà certo problemi a convincere un cliente troppo zelante che, in fondo, il preventivo non serve, anzi, che è solo un proforma impreciso per sua stessa natura.
Infine, l'abolizione del patto di quota lite, elimina dal mercato uno strumento che responsabilizza i professionisti rispetto alla opportunità di intraprendere un'azione legale. E così, alla fine, a rischiare sarà sempre e solo il cliente.

L'OSSIMORO DELLA PUBBLICITÀ INFORMATIVA.
La norma ammette la pubblicità informativa dell'avvocato sulla propria attività professionale e sull'organizzazione e struttura dello studio; la pubblicità può fare esplicito riferimento alla specializzazione eventualmente ottenuta. Eh meno male, aggiungerei.
Resta il fatto che la pubblicità informativa non esiste. La pubblicità deve essere veritiera. Ma a fare informazione ci pensano altri. I giornali, per esempio.
L'aggettivo "informativa" è l'appiglio a cui faranno riferimento tutte le iniziative degli ordini contrari tout court alla pubblicità, per sanzionare i propri iscritti.

NO AI SOCI DI CAPITALE
Esclusa per gli avvocati la presenza del socio di capitale. Il Governo dovrà, entro sei mesi, adottare un decreto legislativo per disciplinare le società tra avvocati. L'Esecutivo dovrà prevedere, tra l'altro, che le società siano aperte solo agli avvocati iscritti all'albo.
Con questa norma, l'avvocatura italiana è stata messa in condizione di non competere con la concorrenza internazionale. All'estero la presenza di soci di capitale, non solo è consentita ma è anche puntualmente regolamentata. Da noi si è preferito indebolire l'avvocatura, condannarla al nanismo imprenditoriale.

TIROCINIO CON ADEGUATO COMPENSO.
Della questione mi sono occupato pochi giorni fa. Al praticante è dovuto un adeguato compenso, «commisurato all'apporto dato per l'attività effettivamente svolta». La formula è chiaramente un giro di parole che serve a giustificare chi decide di non pagare i praticanti. Anche in questo, però, il Legislatore ha mostrato di non avere la più pallida idea di dove sta andando il resto del mondo, visto che negli studi internazionali e in quelli associati, i praticanti vengono pagati e anche bene.

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