Cime contenziose

27 Marzo Mar 2013 1118 27 marzo 2013

Avvocati in cda, Assogestioni scoperchia il vaso di Pandora

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Il cardinale Richelieu ritratto da Philippe de Champaigne



Metti un avvocato in cda. Solo uno? Gli elenchi dei board ne sono pieni. Ci sono professionisti della poltrona. Toghe più simili a tuniche cardinalizie. Rosso porpora, alla Richelieu.
Già perché, in Italia, c'è una (a mio parere discutibile) tradizione che vede molti imprenditori o manager portare con sè, in consiglio d'amministrazione per l'appunto, i loro legali di fiducia. Ossia gli avvocati che li assistono nelle operazioni straordinarie: dall'acquisizione di un concorrente, al contratto di finanziamento con le banche, dalla emissione di obbligazioni, alla quotazione in Borsa.
Spesso si tratta di vere e proprie eminenze grigie che conoscono l'azienda come le loro tasche, sanno quanti spilli ci sono nei cassetti e quanti scheletri negli armadi.
Insomma, sono un vero e proprio alter ego del boss, alle cui sorti, quindi, sono legati anche da un punto di vista economico.
Di solito, questi avvocati siedono nei board come indipendenti. Ma, considerato quanto detto, è davvero difficile pensare che l'indipendenza presunta non si scontri con una dipendenza di fatto dovuta al rapporto di lavoro sussistente tra l'avvocato-consigliere e la società cliente che gli apre le porte del consiglio d'amministrazione.

Il tema, su cui solitamente tutti tacciono visto che si tratta di un vero e proprio tabù, è stato al centro del recente rinnovo del vertice di Assogestioni. Tra le questioni discusse, la più rovente pare esser stata la candidatura di Vincenzo Cariello, docente della Cattolica e socio dello studio legale Chiomenti per il board di Intesa SanPaolo, in qualità di indipendente in quota Assogestioni, per l'appunto.
Domenico Siniscalco, appena rieletto alla guida dell'associazione, ha spiegato la decisione di non confermare tale candidatura sottolineando che ha sottolineato che Cariello è «partner di uno studio legale che a sua volta è uno dei principali fornitori dei servizi della banca».

A questo punto, resta solo da vedere se la decisione di Assogestioni in questo caso costituirà un precedente per le scelte di governance riguardanti altre società.  L'elenco degli avvocati in cda, offre più di qualche spunto...



POSTILLA TECNICA. COSA E' IL CONFLITTO D'INTERESSI?

Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l'imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in causa.

Il verificarsi di un conflitto non costituisce di per sé prova che siano state commesse scorrettezze, può tuttavia costituire un'agevolazione nel caso in cui si cerchi di influenzare il risultato di una decisione per trarne un beneficio. L'essere in conflitto di interessi ed abusare effettivamente della propria posizione restano però due aspetti distinti: un soggetto coinvolto, infatti, potrebbe non agire mai in modo improprio. Tuttavia un conflitto di interessi esiste a prescindere che ad esso segua una condotta impropria o meno.

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