Cime contenziose

23 Aprile Apr 2013 1623 23 aprile 2013

L'insostenibile leggerezza della comunicazione legale

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Va bene tutto. Pur di ottenere un passaggio mediatico. Avvocati alla riscossa, nella speranza di piazzare il proprio santino sulle pagine di una rivista di settore. Se non addirittura (sogno proibito di tanti) su quelle di un grande quotidiano nazionale.
Va bene tutto, ma ora si comincia a esagerare.

Prendiamo il caso dell'acquisizione di u nuovo professionista: "Lo studio X prende l'avvocato Y dallo studio Z". Seguono le note sul curriculum professionale dell'avvocato che arriva. Chiudono le solite (totalmente inutili) frasi di circostanza del tipo: "Lo studio è lieto di accogliere l'avvocato Y che sicuramente darà un contributo alla crescita della practice".

Cosa distingue, però, un comunicato rilevante dalla nota furbetta diffusa per far girare il nome dello studio che era da un po' che non si sentiva? Un indicatore infallibile è il cursus honorum dell'interessato. Se il tutto si riduce a una laurea in giurisprudenza o al massimo a un dottorato di ricerca, ecco, forse quello è il caso in cui chi sta comunicando il "lateral hire" (come dicono gli inglesi) sta solo cercando un pretesto per avere un po' di visibilità.

Che interesse può avere, per il mercato ma anche per lo studio coinvolto, comunicare l'arrivo di un praticante o poco più? La risposta esatta è: nessuno.
Ma andatelo a spiegare all'avvocato in astinenza da santino...

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