Cime contenziose

3 Maggio Mag 2013 1851 03 maggio 2013

Avvocati in cda: cosa c'entrano gli studi?

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Degli avvocati seduti nei consigli d'amministrazione ho scritto più volte. Le mie perplessità sulla compatibilità tra l'attività di un libero professionista e la funzione di consigliere indipendente non sono un mistero.
Ma nelle ultime due settimane ho notato una tendenza che mni sembra inedita e degna di una riflessione.

Nel caso della nomina di Luigi Arturo Bianchi, name partner di d'Urso Gatti e Binachi, nel cda di Banca Imi, così come in quelli della socia di Simmons & Simmons, Cristina Pagni, entrata nel board di De' Longhi e del socio di Lombardi Molinari, Mauro Pisapia, nel consiglio d'amministrazione di Snai, la notizia è stata data dagli studi dei diretti interessati con un comumicato ufficiale.

Cosa c'è di strano? Posto che quelli citati sono solo gli esempi più recenti, va detto che l'elezione a membro di un board aziendale è qualcosa che riguarda il singolo professionista e il rapporto personale e fiduciario con il managemet o la proprietà di una realtà aziendale. Il fatto che lo studio legale di cui fa parte provi a mettere il proprio "cappello" sull'incarico da indipendente ottenuto da un proprio socio, suona come una nota stonata.

Cosa diversa è quando un'azienda decide di affidare al socio di uno studio un'incarico professionale. In quel caso, la struttura, con i suoi professionisti, è giustamente considerata il referente del cliente anche perché è chiario che il mandato non è frutto solo dell'intuitus personae, ma anche della capacità professionale espressa dalla struttura di cui fa parte l'avvocato.
Ma quando un'azienda chiede a un legale di essere nel suo board, lo fa a titolo personale. L'azienda sceglie il giurista per le sue personali competenze e per quello che considera essere il contributo tecnico e di intelligenza del business che può dare in seno al cda.

Il mandato per un'operazione si affida, infatti, allo studio. Mentre l'incarico in cda va al professionista. La differenza è netta. La comunicazione.... meno.

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