Cime contenziose

6 Giugno Giu 2013 1037 06 giugno 2013

Norton Rose Fulbright e l'Europa dimenticata

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Guardando tra le righe della mega fusione che ha dato vita al colosso legale Norton Rose Fulbright, al di là dei numeri da capogiro (3.800 avvocati e oltre 1,3 miliardi di fatturato) c'è un dato che merita una riflessione: l'Europa diventa sempre meno strategica nei piani di sviluppo dei big mondiali dell'avvocatura d'affari.
Da cosa si desume?
Basta dare un'occhiata ai professionisti che sono stati designati per guidare lo studio nella sua nuova veste di law firm globale. Tanto all'interno del Global executive committee, quanto nel Global supervisory board, non ci sono avvocati europei. Non dico italiani, ma nemmeno tedeschi o francesi. Ovviamente ci sono gli inglesi. Ma Londra, si sa, non è Europa e comunque, Norton Rose, una delle due realtà che ha dato vita allo studio (l'altra è Fulbright & Jaworski ) è inglese.
Si tratta dell'ennesimo segnale che arriva dal mondo della consulenza legale d'affari: il Vecchio Continente, complice la crisi, la crscita zero se non addirittura negativa, di gran parte dei Paesi che lo compongono, non è un mercato che al momento merita grande attenzione.
A fine aprile 2013, un'altra law firm americana ha fatto una mossa che sembra confermare questa tendenza. Si tratta di Shearman & Sterling che ha chiuso ben due dei suoi tre uffici in Germania. Anche in questo caso, un cambio al vertice dello studio, negli Stati Uniti, è coinciso con l'avvio di una gestione concentrata sugli Usa.
La ciclicità dell'atteggiamento degli americani verso l'estero e in particolare verso l'Europa appartiene alla storia. E, a onor del vero, va detto che alla decisione di Shearman di dismettere due sedi in Germania è corrisposta quella di Latham & Watkins (altra inegna a stelle e strisce) di rafforzarsi. Quindi non c'è un atteggiamento univoco.
Ma a rafforzare il sospetto che l'Europa stia progressivamente passando in secondo piano (e basta leggere le cronache finanziare quotidiane per capire come mai) c'è stato un'altro episodio.
Protagonista, in questo caso, uno studio europeo, per meglio dire spagnolo: Garrigues. Lo scorso 13 maggio, lo studio è uscito dal network Affinitas con cui gestiva il mercato latino americano. Lo studio spagnolo ha fatto sapere che le prime aperture riguarderanno Colombia, Messico e Perù. Garrigues non intende operare solo con le sue forze e ha fatto sapere di essere intenzionato a trovare anche uno o più studi da acquisire. Complice la comune cultura e la lingua spagnola, Garrigues eserciterà nel diritto locale.
E l'Europa? A parte le sedi di Porto e Varsavia, per il resto è coperta con tre desk per Germania, Francia e Italia. Più che sufficienti, a detta degli spagnoli.

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