Cime contenziose

28 Agosto Ago 2013 1707 28 agosto 2013

De Laurentis vs Capri: la madre dei litiganti è sempre incinta

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Il presidente della Ssc Napoli, Aurelio De Laurentis



Italiani popolo di litiganti. Il presidente del Napoli calcio, indignato per l'assistenza medica ricevuta dal suo calciatore Gonzalo Higuain dopo esser scivolato nell'isola di Capri, ha annunciato di essere pronto a chiedere 100 milioni di euro di danni. «Non è possibile che a Capri non ci sia un'assistenza medica di livello».
A ribattere alle affermazioni dell'imprenditore cinematografico hanno provveduto a ruota il sindaco dell'isola e la Asl.
«Saremo noi a chiedere un risarcimento per le sue dichiarazioni e con i 100 milioni rifacciamo l'ospedale», ha detto Ciro Lembo, il primo cittadino.
Una reazione dura è arrivata anche dal direttore generale dell'Asl Napoli 1 Centro Ernesto Esposito: «Higuain ha ricevuto tutta l'assistenza del caso. Da personale altamente qualificato e con grande efficienza. Sono del tutto incomprensibili dunque le dichiarazioni del presidente del calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis che evidentemente parla con scarsa conoscenza, siamo pronti a tutelare l'azienda e il personale».
De Laurentis ha dichiarato che l'iniziativa giudiziaria avrebbe un puro fine simbolico: scuotere le coscienze dei politici sullo stato della sanità locale. E l'eventuale "bottino"? Verrebbe devoluto in beneficenza.
Al netto della crociata per risollevare le sorti della sanità campana, certo, l'imprenditore patron del Napoli calcio, alla partenza di un campionato in cui sogna di conquistare lo scudetto deve essersi preso uno spavento non da poco: Higuain è un asset che vale la bellezza di 40 milioni e che dovrebbe dare un contributo concreto al successo della stagione 2012/2013. Perderlo per le conseguenze di uno scivolone preso al mare sarebbe satata una beffa. E quindi, è probabile che tutto si risolva con i proverbiali tarallucci e vino.
Ma la verità è che, se mai davvero il patron del club del Vesuvio dovesse realmente dare mandato ai suoi legali per un'azione di questo genere, l'unico effetto sarebbe quello di contribuire con una causa inutile ad ingolfare ulteriormente la macchina della giustizia civile di questo Paese.
Così, solo per rinfrescare a tutti la memoria, val la pena tenere a mente che secondo il rapporto "Judicial Performance and its Determinants: A Cross-country Perspective", pubblicato a giugno 2013 dall'Ocse, l'Italia è il Paese in cui i processi sono più lunghi. La durata media dei 3 gradi di giudizio civile nei paesi dell'area Ocse è di 788 giorni: da 395 giorni in Svizzera a ben 8 anni (2.920 giorni) in Italia. Quanto alla durata media del solo primo grado del processo civile, un Rapporto del Cepej, pubblicato nel 2012, assegna all'Italia il "primato" con 492 giorni contro i 289 della Spagna, i 279 della Francia e i 184 della Germania.

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