Cime contenziose

18 Settembre Set 2013 1623 18 settembre 2013

Lodo Mondadori, agli avvocati di Cir 900.200 euro

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Nicolò Lipari



La guerra di Segrate si è chiusa il 17 settembre 2013 con la condanna di Fininvest a risarcire Cir. La somma, che in primo grado era stata quantificata in 750 milioni di euro, è stata abbassata (dopo un primo sconto in secondo grado) a 494 milioni in Cassazione.
I legali di Cir si sono visti, in ogni caso, liquidare una super parcella da 900.200 euro.
E la cifra poteva essere pari al doppio se la Suprema Corte non avesse deciso di dimezzarle per «la complessità e la novità delle questioni trattate (che emergono anche dalla operata correzione della motivazione della sentenza di appello) e l'accoglimento di uno dei 15 motivi di ricorso» della Fininvest. Queste le ragioni che hanno indotto il collegio a disporre «la compensazione per la metà» delle spese.
A vincere, per la terza volta, nell'interesse della holding della famiglia De Benedetti, sono stati gli avvocati che avevano assistito la società nei primi du gradi di giudizio: Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini (che ha seguito anche il processo penale insieme a Giuliano Pisapia). Con loro, per quest'ultimo round, ha agito anche Nicolò Lipari, asse ’34, professore emeri­to di istituzioni di diritto priva­to all’università «La Sapienza» di Roma, consigliere di ammini­strazione della Rai dal 1976 al 1983 e poi per un decennio se­natore della sinistra Dc.















Per Fininvest, invece, il collegio difensivo è rimasto quello dell'appello, dove già c'era stato l'inserimento di Giuseppe Lombardi (socio dello studio Lomabrdi Molinari, che proprio in questi giorni ha annunciato l'arrivo di Antonio Segni) al posto del professor Alberto Frignani, al fianco del collegio composto dall'ex giudice costituzionale Romano Vaccarella, e dagli avvocati Achille Saletti e a Fabio Lepri.
Il pool difensivo, però, non sembra destinato ad arrendersi.
«La Corte ha programmaticamente deciso di raddrizzare una sentenza spiaggiata come la Concordia e che, anche dopo le correzioni, è del tutto simile a come le foto ci mostrano la Concordia raddrizzata, credendo che così rattoppata, invece di essere rottamata, la sentenza possa navigare». Il collegio difensivo di Fininvest ha commentato così, la sentenza della Cassazione sul Lodo Mondadori, accusando la corte di aver sostituito la «clava» dell'Appello con il «fioretto» ma senza aver cambiato la sostanza.
Poi i legali hanno sottolineato che in quest'ultimo giudizio «le norme processuali (...) vengono modificate per sostanzialmente disapplicarle, così da superare la regola del giudicato», lasciando spazio a scenari di nuovi ricorsi... magari in sede europea.

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