Dal Sud del mondo

4 Novembre Nov 2013 1418 04 novembre 2013

IL “Pergolese” a Napoli

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la cantante partenopea Maria Pia De Vito, il pianista francese François Couturier, la violoncellista tedesca Anja Lechner, il batterista e percussionista piemontese Michele Rabbia saranno a Napoli, Sabato 9 novembre alle 21 presso la chiesa di Santa Maria Donnaregina di Napoli.

In scena l’anteprima nazionale del nuovo lavoro discografico della EMC, “Il Pergolese”. Il concerto, organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz in collaborazione col Museo Diocesano, il sostegno della Regione Campania e il patrocinio del Comune di Napoli, vede in scena quattro straordinari artisti alle prese con il repertorio di Giovanni Battista Pergolesi (1710 – 1736.

“Il Pergolese” rende omaggio al grande compositore del XVIII secolo indagando il suo rapporto con la musica colta e la musica popolare di Napoli, in una prospettiva fortemente contemporanea. Il testo dello Stabat Mater - tradotto in italiano da Maria Pia De Vito - e le arie d'opera, si trasformano in canzoni dalla vivida narratività, che forniscono la chiave per reinterpretare Pergolesi. Le riletture armoniche e formali e le tessiture strumentali di Couturier, pianista e compositore di poliedrici interessi (Tarkovsky Quartet, Anouar Brahem Trio, Michel Portal), stimolano e catalizzano l'incontro di quattro individualità forti di esperienze in territori diversi: il fraseggio e il suono inconfondibili del violoncello di Anja Lechner, solista di vaglia sia in ambito classico, sia in quello della musica improvvisata (collabora, tra altri, con Patricia Kopatchinskaja, Tõnu Kaljuste, Dino Saluzzi e Rosamunde Quartett). Michele Rabbia, musicista eclettico e in costante fermento nella sua ricerca sonora dalle più diverse fonti e nelle sue possibili elaborazioni elettroniche e dalla sensibilità delicata e introspettiva che lo rende virtualmente capace di suonare in qualsiasi contesto musicale (da Louis Sclavis a Marylin Crispell). Maria Pia de Vito, cantante jazz da sempre attratta dalle infinite possibilità sonore della voce, i cui interessi si sono rivolti sia alla sperimentazione, sia alle ricerche sulla musica etnica, quella barocca, l'elettronica e il mondo della forma canzone in ogni declinazione (Ralph Towner, John Taylor, Steve Swallow).

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