Dentro la costituzione

9 Maggio Mag 2016 1351 09 maggio 2016

Politica e Magistratura

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Tutti saremo chiamati presto a scelte responsabili sulla riforma costituzionale.

Il Governo si è impegnato ad assicurare un processo celere e giusto affrontando entro l'estate il tema della prescrizione.

Il mondo della corruzione e la società parallela al mondo delle mafie giorno dopo giorno corrodono la democrazia del paese.

La lotta alle mafie è sempre più impegnativa per chi la conduce come istituzione o come cittadino in prima persona senza tradimenti e senza coinvolgimenti di potere.

I tempi che viviamo sono difficili e nuovi poveri e nuovi immigrati confidano in democrazie consolidate.

La politica può giustificare anche forti contrapposizioni ideologiche, ma dalle istituzioni noi cittadini abbiamo il diritto di pretendere correttezza e rispetto.

Il Presidente della Repubblica, con l' intervento alla Scuola di formazione della Magistratura il 28 aprile u.s., ha chiarito i doveri e i compiti dei politici e dei magistrati, richiamando tutti ad un impegno sempre più incisivo per combattere la corruzione, per apprestare mezzi al fine di rendere i processi celeri, per porre in essere più adeguati protocolli d'organizzazione degli uffici.

Pochi giorni dopo il coinvolgente richiamo di Mattarella, un articolo di Annalisa Chirico su “ Il foglio' ha raccontato di pensieri che il dott. Morosini avrebbe manifestato alla giornalista. “Dottoressa, mi scusi , il dottor Morosini l’ha vista passare nel corridoio e vorrebbe salutarla” La giornalista che stava lasciando palazzo dei Marescialli, richiamata da un assistente si accomoda nella stanza del consigliere e ne raccogli i pensieri.

“Non ho mai rilasciato l’intervista alla cronista del Foglio. Si è trattato solo di un colloquio informale, presso la sede del CSM in merito ad un’inchiesta che la giornalista sta facendo su Magistratura democratica” e poi ancora “Mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto e dalle quali prendo con nettezza le distanze. Prima fra tutte quella che da il titolo all’intervista: non ho mai detto - Renzi va fermato-“. Da L’Huffington Post 5 maggio u.s.

Le smentite quando sono generiche possono anche non apparire convincenti.

Leggendo l'articolo di Annalisa Chirico non si ha la sensazione che si sia trattato di confidenze tra amici.

Sembra invece più verosimile pensare che il dott. Morosini potesse essere consapevole di una eventuale successiva pubblicazione..

Il dott. Morosini deve chiarire, deve assumersi la responsabilità di chiarire.

Nessuno contesta il suo diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, la possibilità di schierarsi per il si o per il no sulla riforma costituzionale, ma il ruolo del CSM, l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, il principio della divisione dei poteri, il rispetto che le istituzioni devono portare alle istituzioni sembrano trascurati in molti dei passaggi dell'articolo ed è difficile immaginare che tutto ciò sia riconducibile ad errate interpretazioni della giornalista.

L'ANM non ha corporativamente coperto le esternazioni del dott. Morosini: “ Se confermate, risultano per alcuni aspetti inopportune e ingiustificate e per altri riguardanti temi e argomenti non di pertinenza di un rappresentante dei magistrati presso l’organo di autogoverno autonomo e che incidono sul prestigio della magistratura e sul leale rapporto tra i poteri e gli organi dello Stato”. Dal Corriere della Sera del 6 u.s.

Il Ministro con riguardo istituzionale attende di chiarire in doverosi incontri con altre istituzioni.

Saper coniugare il diritto di manifestare il proprio pensiero con la passione politica deve costituire un doveroso esercizio per chi svolge ruoli istituzionali.

Tutti possiamo immaginare le preoccupazioni del Capo dello Stato, presidente del CSM.

Noi cittadini attendiamo che le istituzioni chiariscano nelle sedi istituzionali, ma attendiamo soprattutto che lo stesso dott. Morosini chiarisca in modo pubblico ed in tempi brevi il suo comportamento consentendo a tutti di capire se sussistono ancora le condizioni perchè continui a far parte oggi del CSM, e per poter domani tornare ad indossare la toga con le dovute autorevolezza e credibilità.