Dentro la costituzione

30 Maggio Mag 2017 1616 30 maggio 2017

Tar e voucher

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In pochi giorni il partito democratico, in proprio e quale esponente di maggioranza del Governo, ha offerto al paese due clamorosi esempi dei guasti che la governabiltà da perseguire a tutti i costi e con improvvisazioni può comportare.
La paura d’affrontare il voto popolare sui voucher ha suggerito una retromarcia legislativa.
Oggi alla retromarcia si fa seguire una proposta che può far apparire il tutto come una furbata: reintrodurre i voucher e reintrodurli a prescindere da qualsiasi interlocuzione con le forze politiche e sindacali che avevano promosso e sostenuto il referendum.
Questa appare come l’ennesima prova di forza con Ministri ed esponenti del partito pronti a rilasciare tarnquillanti dichiarazioni sullo stato di salute dei rapporti tra Governo e partito, e ciò anche se pezzi del partito manifestano preoccupazioni e distinguo.
I responsabili sembra non si rendano conto dell’attacco che hanno portato ad un istituto di democrazia diretta, un attacco dunque alla carta costituzionale.
O forse se ne rendono conto e poco gli importa.
Su altro fronte una sentenza del TAR ha mostrato che il re è inadeguato.
Una sentenza ha evidenziato che una sbandierata riforma sui musei, fors’anche condivisibile nel merito, era costruita sulle sabbie mobili di un una legislazione improvvisata.
E non è necessario entrare nel merito della sentenza perchè, dopo le dichiarazioni di chi la riforma aveva sostenuto ed aveva attaccato il TAR , prontamente è seguita la proposta di un codicillo riparatore, anche in questo caso senza alcuna autocritica.
Alcune inquietanti domande: chi scrive le leggi e quale è la funzione degli uffici legislativi?
Dunque, una prova di inadeguatezza a legiferare seguita da un’ennesima manifestazione di supremazia: modificare una legge per superare una sentenza.
Modifica che rischia di essere essa stessa pasticciata e fonte di controversie.
Con buona pace del principio di divisione dei poteri.
Il Ministro Guardasigilli Orlando, che pure riceve attestati di stima da più parti, probabilmente non riuscirà a portare in porto la riforma della prescrizione. Provi almeno a battere un colpo, anzi due, e a dissociarsi da iniziative politiche motivate da una ricerca di governabilità, che può anche apparire riconducibile al piano che fu di Gelli.

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