Diplomaticamente

24 Maggio Mag 2012 0839 24 maggio 2012

Europa al bivio

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Nei giorni del G8 di Camp David e poi di Chicago molti giornalisti "esperti" esaltarono il nuovo "asse" Obama-Hollande-Monti e preconizzarono che, isolata com'era, la Cancelliera Merkel avrebbe dovuto cedere. Era facile allora prevedere che questa miope governante tedesca avrebbe tollerato solo ed esclusivamente un cauto accompagnamento di misure di stimolo alla crescita alla strutturale politica di messa in ordine dei conti; ciò che si è puntualmente verificato anche ieri a Bruxelles. Merkel e buona parte dei governi nordici sbagliano, ma sbagliano anche quei paesi come l'Italia che non stanno dando grandi prove di voler rimettere sui binari della correttezza la governance complessiva del paese. E poi, che dire della Francia che vuole rivedere il fiscal compact ma rifiuta qualsiasi prospettiva di "bilancio dell'Unione" in nome di una sovranità nazionale difficilmente difendibile nell'attuale contesto politico-finanziario? Esiste una plateale contraddizione che spiega almeno in parte il vero nodo che ci sta rendendo estremamente vulnerabili rispetto allo strapotere finanziario-bancario, cioè l'assenza di un vero governo "europeo" e quindi di una vera Banca centrale europea. E poi si pretende che la Grecia resti in Europa e nell'euro-zona: a che prezzo e con quali garanzie?

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