Diplomaticamente

2 Giugno Giu 2012 1815 02 giugno 2012

2 giugno da dimenticare

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Questo 2 giugno, l'ultima festa nazionale celebrata dal Presidente della Repubblica, non mi è proprio piaciuto. Doveva essere un momento di orgoglio nazionale, l'occasione per uno scatto di energia e lungimiranza politica, una data da segnare come punto di svolta. Nulla di tutto ciò.

Un ricevimento come quello del giorno prima al Quirinale, pateticamente umiliato da una modestia di facciata che sembrava voler scimmiottare un tentativo di festa di un paese appena uscito dalla guerra, era meglio non farlo. Hanno fatto bene ad ironizzare su questa scelta parecchi commentatori.


La parata del giorno dopo ha offerto uno spettacolo analogo e forse peggiore. Non tanto e non solo per l'assenza dei cavalli, delle Frecce tricolori e dei mezzi corazzati – non era meglio far pagare l'IMU alle Fondazioni bancarie o evitare di agevolare i gestori dei giochi d'azzardo con poco meno di 300 milioni, tanto per fare due esempi? - che pure in una parata militare che voglia celebrare le glorie delle Forze armate di un paese ci stanno anche bene. Quanto e soprattutto perchè mutilando la parata un pò da una parte e un pò dall'altra ne è venuto fuori lo specchio di un decisionismo indeciso. Di un paese che vuole essere "grande" ma che non ne ha gli attributi: di carattere innanzi tutto. Queste cose si fanno o non si fanno, è infantile farle a 3/4.


Ma questo due di giugno non mi è proprio piaciuto anche e principalmente perchè ha dato l'immagine di un paese diviso, esattamente l'opposto di quella che doveva dare.


Diviso socialmente perchè su questo punto l'opinione pubblica italiana si è divisa e diviso politicamente perchè la nostra dirigenza politica si è divisa. E questa divisione si è celebrata attarverso le presenze e le assenze, proiettando un'ombra sgradevole e forse anche preoccupante sul nostro paese. Bersani, Berlusconi, dove vi siete nascosti? Perchè non avete mostrato la faccia e non vi siete schierati a fianco del Capo dello Stato anche se non condividevate la sua scelta d'imperio? Improvvisamente il Capo dello Stato ha perso l'aureola che gli avete messo attorno alla testa per oltre 6 anni? Quanto, troppo opportunismo. Anche da parte della triade sindacale che ha voluto celebrare la festa nazionale "a fianco dei lavoratori" salvo farsi riprendere dalle televisioni solo nel momento del saluto con le autorità!!


Ma vi è in tutto ciò un aspetto sul quale riflettere.


Noi italiani siamo molto protesi a rimirare il nostro ombelico quasi che il mondo non pulluli di ombelichi, tanto importanti e forse più importanti del nostro e comunque attori di una Comunità internazionale dove lo stormire di un albero si riverbera su tutta la foresta planetaria.


Ebbene, quale immagine pensiamo di aver dato a questa Comunità internazionale se non quella di un paese indeciso, confuso, opportunista, etc.? E pensiamo che quest'immagine rafforzi la nostra credibilità? Pensiamo che "piangerci addosso" come stiamo facendo – ha ragione in questo Napolitano - induca i cosiddetti "mercati" a guardare con fiducia al nostro paese?


Lo stesso vagito di speranza del "ce la faremo!" uscito dalla bocca di Napolitano e Monti mi è parso quasi una depressa giaculatoria in una Chiesa semideserta delle 7 del mattino.


Su questa tela di fondo ci ha pensato Berlusconi a dare il colpo di grazia alla sua figura politica con "la battuta" sulla soluzione della stampa degli EURO da parte della nostra Banca centrale. Penosa scemenza, altro che "battuta". Neppure se fosse in pensione avrebbe dovuto permettersi una simile sciocchezza una persona che ha occupato, tra l'altro, il vertice di Palazzo Chigi. Ma proprio per il suo infimo contenuto questa battuta sta facendo il giro di tutti i circuiti finanziari internazionali!


Berlusconi riesce a danneggiare il suo paese anche adesso. Se i giudici di Milano non gli avessero riconosciuto il "legittimo impedimento" nel processo Ruby, il paese se lo sarebbe risparmiato.


La ricorrenza del 2 giugno è stata appesantita da un fine settimana inquietante sotto il profilo finanziario: la borsa italiana come le principali al mondo in rosso e il nostro spread che continua a tallonare la soglia dei 500 punti. Anche qui, pensiamo che l'arresto (domiciliare) di un esponente di spicco del mondo bancario e imprenditoriale come Ponzellini e la brusca voluttà di estromissione di Perissinotto, amministratore delegato delle Assicurazioni generali, non contribuiscano a gettare discredito sul nostro paese in un mmento in cui abbiamo fortemente bisogno che la Comunità finanziaria internazionale guardi all'Italia con benevolenza e forse anche come paese sul quale puntare?


Insomma, abbiamo tanti guai: una recessione che morde la carne più viva di giovani, adulti e anziani. Un ceto dirigente che oltre a manifesta incapacità (salvo le eccezioni naturalmente!) rivela un insopportabilmente ingordo attaccamento ai propri privilegi e un'insospettabile propensione al furto e, dal Pirellone di Milano, una celestiale impudenza. Ci mancava solo il mondo dorato e ora puzzolente del calcio. Anche in Vaticano si aggirano corvi e maleodoranti punizioni bancarie.


Non ci voleva proprio il devastante terremoto dell'Emilia che ha ucciso, distrutto e messo in ginocchio tanti, sempre troppi, italiani e una parte importante della capacità produttiva del paese.


In conclusione, una settimana da archiviare e un'altra da aprire sull'inquietante scenario di crisi dell'euro-zona rispetto alla quale anche il nostro super-Mario sembra aver perso la baldanza delle prime settimane del suo mandato. 

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