Diplomaticamente

24 Settembre Set 2012 1014 24 settembre 2012

l’arroganza della razza padrona

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Nel panorama italiano carico di forti tensioni sociali, ben si comprende l’attesa per l’incontro a Palazzo Chigi del Sig. Marchionne anche se qualche emittente ha esagerato, organizzando addirittura una trasmissione in tempo reale.
Ne andava delle sorti della più importante fabbrica manifatturiera del paese con il suo indotto.
Purtroppo quest’attesa è stata in larga misura disattesa giacchè di impegni concreti non ve ne sono stati se non quello di creare una commissione presso il Ministero dello sviluppo economico.
Dichiarare che la FIAT è pronta a fare investimenti quando le condizioni di mercato lo permetteranno è quasi irrispettoso così come far balenare senza dirlo chiaramente che la FIAT attende forme di sostegno fiscale per assicurare competitività. Affermare poi che la FIAT conta di restare in Italia ha dell’ovvio considerata la persistente valenza strategica del nostro paese per il gruppo. Almeno per ora.
Dunque un risultato sostanzialmente interlocutorio nella sostanza e punitivo per il governo che tra l’altro si è visto arrivare Marchionne e soci con una bozza di dichiarazione congiunta che trasudava arroganza se non peggio.
Per ottenere questo magro risultato sono state necessarie 5 ore di colloquio?
E’ stato dignitoso schierare di fronte al signor Marchionne il Capo del governo e i suoi Ministri più importanti?
Non bastava il Ministro dello sviluppo economico e dei trasporti e delle telecomunicazioni?
Un Ministro della Repubblica dovrebbe essere più “importante” dell’Amministratore delegato e del Presidente di un’azienda, per quanto importante essa sia!
Se la scelta di un tale schieramento era dettata da ragioni di tattica negoziale, essa si è rivelata sbagliata. Ancora peggio se non lo era.
E i lavoratori della FIAT, assieme a quelli delle oltre 150 vertenze che si affollano sui tavoli del Ministero dello sviluppo economico, restano al buio.

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